Condono, bufera sui dipendenti

Nel 2008 sono state rilasciate 45 concessioni edilizie del condono del 2003, 654 del condono del 1994 e 2.185 di quello del 1985. Le pratiche da evadere sono rispettivamente 99.955 per il 2003, 44.008 per il 1994 e 137.701 per il condono di 24 anni fa. Il nuovo contratto di servizio prevede l'evasione totale delle pratiche inerenti i tre condoni edilizi entro il 2013. Un obiettivo ambizioso, certamente, ma da raggiungere con mezzi e uomini adeguati. Ecco allora che la crisi di Gemma spa, cioè l'azienda che gestisce in appalto l'Uffico condono, e lo sciopero a oltranza dei dipendenti della società assumono aspetti che vanno ben oltre il momento di difficoltà aziendale. Una «crisi» evidenziata da diverse settimane ma che solo oggi, con la convocazione dell'assemblea dei soci per il 16 novembre, probabilmente «per mettere in liquidazione la società», ipotizza la consigliera capitolina del Gruppo Misto, Maria Gemma Azuni, ricordando la delibera del Consiglio comunale di agosto «che ha stabilito l'aumento di capitale sociale di Roma Entrate spa per l'acquisto del ramo d'azienda di Gemma che si occupa dei servizi tributari». Il primo a lanciare l'allarme sulla situazione di Gemma era stato il vice presidente della commissione Bilancio, Alfredo Ferrari, che aveva già chiesto lumi in aprile sull'«affaire Gemma, arrivata al punto in cui non è chiaro il futuro dei lavori e della società stessa». Un allarme recepito anche dalla maggioranza. Ipotizza così un'uscita «silenziosa dei privati dal capitale di Gemma Spa, salvaguardando i livelli occupazionali della società», il consigliere capitolino Pdl, Ludovico Todini, mentre il capogruppo Dario Rossin richiama l'opposizione a un atteggiamento più responsabile. È infine una nota del Campidoglio, ieri, ha confermato come «gli assessorati all'Urbanistica e Bilancio stanno lavorando alacremente in queste ore per risolvere i problemi della società. Si tratta della risoluzione di un'annosa vicenda che risale al periodo dell'amministrazione Veltroni».