Piazza Venezia ostaggio dei vigilantes

.È il presidio con vista Altare della Patria delle guardie giurate dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) che si rifiutano di passare al nuovo Istituto di vigilanza dell'Urbe. Gli stessi vigilantes che alla vigilia di Ferragosto hanno attirato l'attenzione di istituzioni e media con l'occupazione del Colosseo. Sette di loro infatti si erano asserragliati nel terzo anello del monumento e solo dopo cinque giorni avevano deciso di scendere convinti dalla promessa delle istituzioni che il loro posto di lavoro sarebbe stato salvato. Ora dal 27 agosto stanno portando avanti la nuova protesta. Ogni giorno una cinquantina di loro presidiano ininterrottamente i giardini di piazza San Marco (nella foto Gmt). Gli striscioni che campeggiano a due passi dal'Altare della Patria parlano da soli: «Alemanno ci hai abbandonato» o «Silvio, i dipendenti dell'Ancr attendono digiunando». Alcune guardie giurate infatti hanno pure iniziato lo sciopero della fame. E non accennano a mollare. Giovedì scorso, assistiti dall'avvocato Carlo Taormina, hanno presentato un'istanza al Tribunale penale di Perugia per chiedere di riesaminare la sentenza del Tribunale fallimentare di Roma che il 26 settembre 2007 aveva dichiarato lo stato di insolvenza dell'Istituto di vigilanza. Sentenza che ha aperto le porte alla creazione della nuova società nella quale sono già confluiti 630 dipendenti. Gli altri 300 non vogliono sapere «di essere privatizzati». Claudio Bigioni della rappresentenza sindacale Rdb ricorda che il passaggio alla nuova società privata è libero: «L'adesione dei lavoratori è volontaria e non c'è nessun obbligo di accettare le nuove condizioni. Nell'accordo che noi abbiamo sottoscritto assieme alle altre sigle sindacali questo punto è molto chiaro». Secondo i vigilantes «ribelli» le condizioni sono nettamente sfavorevoli: «Se accettassimo avremmo una perdita di stipendio ci circa 200 euro mensili e dei diritti acquisiti negli anni», sostiene Bigioni. La situazione pareva essersi sbloccata dopo le riunioni in prefettura che si erano tenute durante l'occupazione del Colosseo conclusasi con la promessa che il Governo avrebbe cercato una soluzione. È passato un mese e i vigilantes sono ancora lì a manifestare.