Rogo al Pantheon, fuga sui tetti

{{IMG_SX}}È rientrata in casa la maggior parte delle 25 persone che l'altra notte sono fuggite sui tetti per scampare a fuoco e fiamme. Bilancio, un appartamento distrutto e tre danneggiati: due uffici e una casa in ristrutturazione. Il panico si è scatenato poco dopo l'una in tre palazzi storici di sei piani in piazza della Maddalena, a due passi dal Pantheon. Ci sono case private e uffici (anche quello del senatore Pdl Cesare Cursi). Gli edifici formano un ferro di cavallo. L'intervento immediato dei vigili del fuoco ha evitato il peggio: in pochi minuti nel piccolo slargo si sono concentrati 16 mezzi del 115 e altri del 118. L'incendio è divampato in una chiostrina che si trova sul lato destro (guardando il portone d'entrata) sotto le finestre di un appartamento al primo piano. Nel piccolo rettangolo si trovano le ventole degli impianti di condizionamento di due attività commerciali: il ristorante «ZioCiro» e la macelleria Feroci. Le fiamme si sono sollevate, hanno infranto i vetri dell'appartamento insinuandosi all'interno, divorando gli arredi, arrivando al solaio rivestito in legno, trasformando gli interni in un inferno di fuoco che ha cominciato a mangiare anche il solaio del piano superiore. Panico tra gli inquilini. «Alcuni si sono messi in salvo scavalcando dalla loro finestra ed entrando nella mia - racconta Ugo, uno degli abitanti - Invece una famiglia con alcuni bambini è rimasta intrappolata: per fortuna i vigili li hanno aiutati». Le 5 famiglie sono state evacuate nell'arco di un'ora. Due coppie di coniugi e un nucleo familiare di quattro persone con due bambini che si erano rifugiati sul tetto sono stati salvati con l'autoscala. «Pensavamo di morire come topi. Avevo negli occhi le immagini delle Torri Gemelle», racconta l'architetto Nicola Pugliese, proprietario di un appartamento all'ultimo piano. I residenti puntano il dito contro i tavolini di alcuni locali: «Hanno intralciato i mezzi di soccorso». E contro la macelleria. Lo spiega sempre Pugliese: «Proprio ieri mattina ho presentato un esposto alla Procura e, per conoscenza, anche al sindaco di Roma, al Comando della Municipale e ad Arpa Lazio, in cui ho specificato come dal 2003 a oggi il terrazzo del centro storico di proprietà della macelleria sia stato trasformato sempre più in una sorta di centrale termonucleare». Replica Feroci: «I nostri impianti di condizionamento sono a posto, non sono stati coinvolti dall'incendio». le indagini dei vigili del fuoco chiariranno le cause.