Trigoria, schianto del Cessna: "Ora voglio la verità"

{{IMG_SX}}«Voglio sapere la verità sulla morte di mio figlio». Il dolore è un macigno, il mistero lo rende ancora più grande e insopportabile. Lo sfogo è della madre del pilota Valerio Simeone, 35 anni. Il 7 febbraio si è messo ai comandi dell'aereo Cessna 650 dell'AirOne Executive. Con lui il comandante Luigi Lanza, di 64. Alle 6 sono decollati da Ciampino, dieci minuti più tardi si sono schiantati nelle campagne di Trigoria. La causa non si conosce ancora. La mamma di Simeone, Paola: «Voglio la verità. Gli esperti stanno analizzando le scatole nere, ma non si sa nulla di certo». A quattro mesi di distanza, infatti, l'incidente è ancora un enigma. Quella mattina i due piloti avrebbero dovuto raggiungere Bologna, caricare a bordo l'équipe cardiochirurgica dell'ospedale, portarla a Cagliari per espiantare un cuore da donare a un paziente di Modena. Si sfogano gli amici di Valerio: «Per mesi si è parlato della povera Eluana che era tra la vita e la morte e da mesi - dicono - non si sa niente dell'incidente aereo nel quale sono morti due piloti proprio mentre andavano a salvare la vita a un paziente malato di cuore. È assurdo». È perplesso anche il legale della famiglia Simeone, l'avvocato Andrea Mannino: «L'indagine - dice - va molto a rilento. Più volte ho fatto istanza per poter vedere i documenti, ma finora non ne ho avuto la possibilità. So che le scatole nere sono state spedite a Londra, poi sono tornate in Italia dove sono state aperte malamente e danneggiate in maniera irreparabile. Il perito Mario Pica, nominato dal pubblico ministero, si è dimesso e ne è stato nominato un altro, l'ingegner Giampiero Manfante». Un'altra stranezza: «I resti dell'aereo - prosegue l'avvocato - per mesi sono stati a Trigoria nelle cassette, fino a metà maggio». In onore di Valerio Simeone, ieri al Centro sportivo Flaminio è stato disputato il primo memorial di tennis, al quale hanno partecipato 32 amici. Sul podio: Claudio Sebastiano ed Elio De Santis.