Economia La crisi rallenta

Leimprese ci credono e i principali settori produttivi della capitale, ad eccezione delle costruzioni, mostrano importanti segnali di fiducia per il futuro, a conferma della percezione di un rallentamento della fase recessiva. Ma il "potrebbe" è d'obbligo perché il rapporto Isae-Uir, presentato ieri dal presidente Aurelio Regina insieme al presidente del comitato scientifico Giuliano Amato, al direttore del Censis Giuseppe Roma e al presidente di Fs Innocenzo Cipolletta, non "misura" l'economia reale, ma l'indice di fiducia delle imprese. Che è in aumento per i settori manifatturiero, commercio e servizi, mentre non migliora per le costruzioni. Ciò che emerge dal rapporto non è da sottovalutare per capire meglio il "fenomeno" Roma. Spiega Regina: "Dall'indagine condotta su un campione di 790 imprese e 200 consumatori, viene fuori che nonostante i livelli bassi di produzione rilevati nei diversi comparti, il clima generale di fiducia delle imprese è aumentato dal 61,9 di fine 2008 al 74,5 odierno". Tradotto: la crisi c'è e si sente, ma sempre di più appartiene al passato. La Capitale, per giunta, va meglio del resto d'Italia "grazie alla sua grande multi settorialità", evidenzia il direttore Roma. Il professore Amato, però, guarda oltre: "Bisogna prepararsi fin da subito per quando la crisi finirà – dice – e lavorare sui tradizionali difetti dell'economia italiana, come l'adeguamento delle infrastrutture, il miglioramento della ricerca, lo snellimento della pubblica amministrazione".