Rapine in casa, i romani si blindano

seguedalla prima pagina L'altra notte l'ultimo colpo, il settimo, in viale Cortina d'Ampezzo. Vittima una signora di 80 anni. Le hanno portato via 300 euro e la carta bancomat. «È vero - dice Antonio Diaz, direttore della ditta Fedeli, una delle rivendite storiche di articoli blindati della Capitale - Sono tanti i clienti che chiedono di aggiornare i serramenti». Vogliono essere ancora più sicuri, temono il rischio che uomini armati e mascherati entrino in casa loro, minaccino, usino le maniere forti e portino via soldi e oggetti di valore. «Un nuovo sistema - spiega - è la grata con la chiusura a "bocca di lupo". Il tallone d'Achille delle inferriate sono le cerniere che ancorano la grata al telaio. Se si tagliano, i ladri rimuovono l'intera struttura di metallo senza far rumore. Oppure, facendo leva con un piede di porco, spaccano i perni in ottone che si insediano nei cilindri delle cerniere. Con questo nuovo sistema - aggiunge - la grata e il telaio si incastrano e anche se si tagliano le cerniere le due parti non possono essere separate». La voglia di sicurezza punta sempre alle stesse richieste. In primis c'è la porta blindata della camera da letto. «Le persone vogliono dormire sonni tranquilli - riflette il direttore - come a dire: se proprio dovete, svuotate pure casa ma non fateci del male». Sono stati diversi, anche personaggi dello spettacolo, coloro che in estate si sono addormentati e rimanendo a occhi chiusi, appesantiti da qualche sonnifero spray spruzzato dai malviventi, al mattino si sono svegliati con la casa a soqquadro, le pareti spogliate dei quadri e la testa che scoppiava. Al secondo posto delle richieste c'è una new entry, le persiane blindate. Nella forma sono tali e quali alle classiche persiane in legno oppure in alluminio. Cambiano però durezza, resistenza e peso. Si tratta di accaio, strutture che anche se ingentilite da tinte adeguate a una residenza accogliente, richiamano altri luoghi, le prigioni, nelle quali chi è dentro non deve uscire. I rimedi per evitare fughe e ingressi indesiderati combaciano, sono gli stessi. È un paradosso, l'oggetto è identico eppure l'estetica cambia messaggio a secondo del luogo dove si trova: ermetico in carcere, impenetrabile in casa. Fedeli ha progettato anche un'altra diavoleria antiscasso. La spiega sempre Diaz. «Chi tenta di violare una porta blindata rimuove il collare sulla serratura, infila un tubo nel cilindro che collega al congegno della chiusura e comincia a forzare da destra a sinistra, fino a quando non si rompe. Il rimedio studiato è semplice. Il nostro cilindro - continua - è di acciaio con tre intacche sul bordo. Se si usa un tubo per forzarlo le tacche piegano il metallo facendo perdere aderenza al tubo, neutralizzando la leva». Fabio Di Chio