Maxi tettoia a Giardino Cicetti: «Uno stand per gli abusivi»

Si chiama Giardino Caterina Cicetti ma di verde ce n'è pochino nella piazza tra via del Trullo e via Ventimiglia, oggetto di una riqualificazione per 200 mila euro iniziata dal Municipio XV e mai conclusa. Prato: zero; qualche albero, solo un paio d'altalene per l'area giochi di fronte alla strada a scorrimento veloce, e, al posto delle comode panchine di una volta, sedute di marmo senza schienale che sembrano lapidi. E adesso anche lo spettro di una maxi tettoia in fase di allestimento che coprirà Giardino Cicetti, spazio ricreativo davanti al Gran Caffè, il bar dell'assalto da farwest nell'ottobre 2006 costantemente presidiato dalla camionetta dei carabinieri. Ci sono 14 pali ancora da montare, alti 5 metri con struttura di ferro zincato coperta da pannelli di plexiglass, che i residenti dell'ex borgata Ciano, un modello costruito da Mussolini, temono possa diventare un maxi stand per abusivi. «È un dispetto ai cittadini» per Anna Chiù, presidente del Comitato di quartiere Trullo, che ieri mattina ha fermato i lavori con un sit-in insieme ad altre «nonne» come lei, con la messa in piega casalinga, in forza e piacenti. «Se montano i pannelli di plexiglass siamo pronte a salirci sopra» hanno detto davanti agli operai, che non si sono mossi. «Il nostro guaio è che facciamo parte del progetto 100 piazze: fossero state solo 99 ci saremmo salvati» sintetizza la Chiù che stigmatizza: questa non è riqualificazione, hanno stravolto il progetto dell'architetto Giorgi. Impatto ambientale «disastroso» anche per Gianni Nolano, titolare della bella edicola all'angolo. «Se c'è qualcosa da coprire quello è il mercato rionale» dice Fabrizio G. 40 anni, operatore del mercato che ricorda che durante i lavori «sono sparite tre colonne romaniche: un capitello, e due blocchi di granito».