Frontex: "Calano gli ingressi irregolari in Ue, -37% nei primi sei mesi del 2026"
BRUXELLES - Gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell'Unione europea sono diminuiti del 37% nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dai dati preliminari diffusi da Frontex, secondo cui tra gennaio e giugno sono stati registrati oltre 49mila ingressi irregolari nell'Ue. Il calo, spiega l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, riflette la cooperazione con i Paesi partner e le misure preventive adottate nei principali Stati di partenza, che hanno ridotto il numero delle imbarcazioni dirette verso l'Europa.
Le rotte del Mediterraneo orientale e centrale si confermano le più trafficate, rappresentando insieme oltre il 60% degli ingressi irregolari. La prima ha registrato oltre 16.600 attraversamenti (-20%), mentre sulla rotta del Mediterraneo centrale, quella che interessa l'Italia, gli arrivi sono scesi a circa 14.300, meno della metà rispetto al primo semestre del 2025 (-52%).
"Il numero di imbarcazioni dirette verso l'Europa è in calo, e questo è il risultato della costante cooperazione con i nostri partner nella regione. Ma dietro ogni numero c'è una persona, e le persone continuano a morire in mare", ha dichiarato il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens. "I nostri agenti rimangono sul territorio alle frontiere esterne, a supporto degli Stati membri e per contribuire a salvare vite umane".
"La Libia - si legge nella nota di Frontex - è rimasta il principale punto di partenza, dove i rinnovati scontri tra gruppi armati nella città costiera di Al-Zawiya hanno sottolineato la fragilità della situazione della sicurezza lungo la costa occidentale".
In controtendenza la rotta del Mediterraneo occidentale, con circa 7.900 ingressi (+17%), trainata soprattutto dalle partenze dall'Algeria. Il calo più marcato riguarda invece la rotta dell'Africa occidentale (-67%), grazie alle misure adottate da Mauritania, Senegal e Gambia in cooperazione con Spagna e Ue. Frontex segnala tuttavia che il costo umano della migrazione resta elevato. Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), quasi 1.300 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno.