Il futuro dell'Unione

Crosetto: "Ucraina nell'Ue? Ci sono difficoltà. Meglio integrata nel sistema di difesa europeo"

Angela Bruni


"Se tutti i Paesi del mondo rafforzano la difesa, possibile che siano tutti pazzi?". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto al Corriere della Sera, intervenendo sul dibattito attorno al ruolo e alle politiche di sicurezza. Crosetto ha respinto l'etichetta di "ministro della Guerra", definendo invece il suo dicastero come "ministero della difesa della Pace", sottolineando che "pensare alla propria sicurezza, a come potersi difendere, a come costruire una deterrenza, è l'unico modo per far vivere noi e i nostri figli in pace". Il ministro ha poi criticato parte del dibattito politico italiano: "Ci sono pezzi di opposizione ragionevole e seri, ma in entrambi gli schieramenti c'è chi non capisce o non vuole capire". Crosetto ha ribadito la necessità di rafforzare la capacità difensiva europea e di arrivare comunque a una tregua in Ucraina, per poi "blindare la pace". "Ovviamente, bisogna arrivare a una tregua. Poi bisogna prepararsi a blindare la pace", ha spiegato, avvertendo che senza adeguate garanzie "la Russia potrebbe tornare ad attaccare". Sull'ipotesi di adesione di Kiev all'Unione europea, il ministro ha espresso forti dubbi: "Tutti sanno, compresi i tedeschi, che è molto difficile", non solo per ragioni politiche ma anche per le possibili conseguenze sul settore agricolo europeo. Guardando al futuro dell'Unione, ha infine proposto "un grande sistema di difesa comune europeo che vada oltre gli attuali confini Ue a 27", includendo anche Regno Unito, Norvegia, Balcani e Ucraina, come forma più efficace di deterrenza.