Fitto alle Regioni Ue: "Coesione non è bancomat, non obblighiamo nessuno"
BRUXELLES- "Sono sorpreso da alcune reazioni all'iniziativa con cui apriamo a soluzioni concrete capaci di aiutare cittadini e sistema produttivo ad affrontare il peso della crisi energetica. La parte migliore di questo, casomai, si chiama flessibilità. L'hanno chiesta le Regioni. Bruxelles ha risposto. Non c'è nessun 'bancomat'. E soprattutto Bruxelles non obbliga nessuno: decidono Stati e Regioni sulla base delle esigenze reali dei territori." Lo scrive sui social il vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto. Oggi la presidente del Comitato delle Regioni, Kata Tutto, ha fortemente criticato la proposta arrivata dall'Ue.
La parte migliore" dell'iniziativa "casomai, si chiama flessibilità. L'hanno chiesta le Regioni. Bruxelles ha risposto. Con la revisione di medio periodo abbiamo rimodulato quasi 35 miliardi verso nuove priorità strategiche, sempre condivise , andando incontro proprio alle richieste di Stati e Regioni . Tutto su base volontaria, programma per programma, territorio per territorio. Lo abbiamo fatto in piena condivisione anche con il Comitato delle Regioni. Ora stiamo facendo la stessa cosa davanti alla crisi energetica", ha sottolineato Fitto. "I programmi attuali sono stati scritti con dati economici del 2019-2021 e approvati nel 2022.
Nel frattempo il mondo è cambiato profondamente. Se poi c'è chi ritiene che i programmi definiti oltre 4 anni fa , rispondano perfettamente anche alle esigenze di oggi, è libero di mantenere lo status quo. La politica di coesione funziona se sa adattarsi alla realtà. Il resto rischia di essere solo polemica strumentale e soprattutto non corrisponde alla realtà dei fatti", ha ancora rimarcato il vicepresidente della Commissione con delega alla Coesione.