Francia e 4 Paesi: "L'Ue aumenti la difesa dalle minacce commerciali"
BRUXELLES - "Il sistema commerciale multilaterale è oggi minacciato da una serie di attori e dall'aumento delle pratiche commerciali sleali. In questo contesto, spetta all'Ue ripristinare le condizioni di parità di trattamento, sia sul proprio mercato che nei confronti dei propri partner, per consentire al commercio di prosperare e alla concorrenza di svolgere appieno il proprio ruolo all'interno di un quadro giuridico sicuro. Pur accogliendo con favore i progressi sostanziali già compiuti negli ultimi anni nel settore della difesa commerciale riteniamo che vi sia ancora margine di miglioramento". E' quanto si legge in un documento sostenuto da Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Lituania in vista della riunione sul dossier Cina convocata per venerdì dalla Commissione.
Nel breve termine il non-paper elabora una serie di proposte. In primo luogo "la Commissione deve destinare maggiori risorse alle unità e ai gruppi incaricati dell'attuazione degli strumenti di difesa commerciale". In secondo luogo l'Unione "dovrebbe valutare con maggiore frequenza l'opportunità di avviare indagini di salvaguardia in caso di perturbazioni commerciali a livello settoriale. Sebbene lo strumento di salvaguardia faccia parte del nostro arsenale sin dalla sua introduzione nell'accordo specifico del Wto, finora è stato utilizzato solo in due occasioni. È inoltre possibile ricorrere alle misure di salvaguardia a integrazione dei dazi antidumping e compensativi esistenti o delle inchieste antidumping e anti-sovvenzioni." In terzo luogo "l'Ue dovrebbe assumere un atteggiamento più proattivo e valutare la possibilità di contestare in modo più sistematico, dinanzi all'Organo di risoluzione delle controversie del Wto, qualsiasi misura che sia chiaramente in contrasto con gli accordi o le norme pertinenti", si legge nel testo.
"Nel medio termine l'Ue deve prendere in considerazione alcuni adeguamenti mirati al proprio quadro giuridico in materia di difesa commerciale, al fine di poter ripristinare una concorrenza leale e condizioni di parità sul mercato dell'Unione. In via prioritaria, il potenziamento dello strumento anti-elusione consentirebbe all'Ue di garantire l'efficacia giuridica e l'efficacia delle misure di difesa commerciale già in vigore", propone il non-paper.
Sempre nel medio termine "potrebbe esserci margine per migliorare la struttura delle misure di difesa commerciale al fine di aumentarne l'efficacia, anche nell'ottica di un approccio basato sulla catena del valore. In un contesto caratterizzato da un aumento delle richieste di misure di difesa commerciale, è essenziale garantire l'efficacia delle misure e il loro impatto. In diversi casi recenti, i dazi antidumping avrebbero potuto essere notevolmente più elevati rispetto a quanto stabilito se non fosse stata applicata la «regola del dazio inferiore»; ciò avrebbe consentito una migliore protezione dell'industria dell'UE contro le pratiche sleali. La Commissione europea dovrebbe valutare con maggiore flessibilità l'ambito di applicazione delle indagini antidumping e antisovvenzioni, in modo da includere, se necessario, prodotti simili, come consentito dalla misura di salvaguardia. Sarebbe inoltre auspicabile che gli Stati membri dell'Ue e la Commissione tenessero conto della sicurezza economica nella valutazione dell'interesse dell'Unione", si legge nel documento.
Nel lungo termine i Paesi proponenti si focalizzano su una serie di riforme più di ampio respiro. "L'Ue dovrebbe valutare come affrontare in modo più efficace l'attività transnazionale delle imprese provenienti da paesi caratterizzati da notevoli distorsioni, che sono soggette a misure di difesa commerciale nel paese di origine. L'Ue potrebbe inoltre valutare la compatibilità con le norme dell'OMC di un miglioramento dello strumento anti-sovvenzioni, consentendo alla Commissione di applicare dazi compensativi a livello di singola impresa, anziché a livello combinato di paese e prodotto, il che attualmente può rendere facile l'elusione di tali misure. Infine, l'Ue dovrebbe avviare una riflessione più ampia su come affrontare le situazioni in cui si riscontri una significativa distorsione del mercato in un settore specifico che nessuno degli strumenti di difesa commerciale esistenti sia in grado di prevenire, correggere o porre rimedio al danno", viene spiegato del non-paper.