Allarme dell'Eurocamera sul cyberbullismo: "Diventi reato europeo"
STRASBURGO - Il Parlamento europeo lancia l'allarme sul cyberbullismo: l'Ue dovrebbe introdurre una definizione comune che ne consenta il riconoscimento come "reato transfrontaliero". Lo chiedono gli eurodeputati, riuniti in plenaria a Strasburgo, in una risoluzione approvata per alzata di mano, sottolineando come sia inoltre necessaria una maggiore responsabilità delle piattaforme online per rafforzare la tutela delle vittime.
L'Europarlamento sottolinea che "un adolescente su sei dichiara di essere vittima di cyberbullismo" ed esprime "preoccupazione per l'aumento del fenomeno, ritenendo che le misure esistenti possano non essere sufficienti". Da qui l'invito alla Commissione europea a "riconoscere una definizione comune di cyberbullismo, che dovrebbe essere identificato come reato transfrontaliero".
L'Eurocamera lancia inoltre l'allarme in merito "all'assenza di un quadro giuridico per individuare online materiale di abuso sessuale su minori (Csam)", chiedendo a Bruxelles di "agire rapidamente affinché le piattaforme digitali adottino meccanismi volontari di segnalazione". Le Big Tech dovrebbero essere responsabili "nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo", sottolineano gli eurodeputati, mettendo in guardia "contro modelli di business che incentivano la diffusione di contenuti d'odio, in particolare a danno di minori, donne e comunità Lgbt" e chiedendo un'applicazione "più rigorosa del Dsa per la protezione dei minori".