Unione europea
La Slovacchia denuncia l'Ue per il divieto di importazione di gas russo
Dopo Vicktor Orban anche il premier slovacchio Robert Fico ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia Europea di Lussemburgo per contestare il divieto dell'Ue sull'importazione di gas russo, che entrerà in vigore il prossimo autunno. La Slovacchia ha presentato il ricorso il 24 aprile, h.a dichiarato la portavoce del Ministero della Giustizia slovacco, Barbora Skulova. "Siamo preoccupati per le modalità di adozione di questo regolamento. Siamo convinti che, nel caso specifico, si tratti di un regime sanzionatorio, di una misura punitiva. Pertanto, era necessario prendere questa decisione all'unanimita'", ha affermato il primo ministro slovacco Robert Fico. Skulova ha aggiunto che "una procedura di questo tipo potrebbe alterare l'equilibrio delle competenze all'interno dell'Unione Europea e indebolire la posizione degli Stati membri nel processo decisionale su questioni fondamentali". L'Ue ha adottato il regolamento Repower Eu nel gennaio 2026, che prevede la graduale eliminazione dell'importazione di gas naturale russo entro novembre 2027 al più tardi. Il regolamento apre anche la strada all'eliminazione del petrolio russo, mentre l'energia nucleare non è inclusa. La Slovacchia ha un contratto con la russa Gazprom che scade nel 2034. Se il piano dell'Ue dovesse essere rispettato, la Slovacchia rischierebbe di dover continuare a pagare, senza però ricevere alcuna fornitura di gas. Il Paese, insieme all'Ungheria, rimane uno dei due Paesi della Comunità più dipendenti da Mosca l'approvvigionamento energetico. Il Centro di ricerca sull'energia e l'aria pulita ha rilevato che nel 2025 Bratislava riceveva ancora l'86% del petrolio da Mosca.