Cedu condanna Bulgaria: "Manca controllo su operazioni sorveglianza servizi segreti"
STRASBURGO - In Bulgaria mancano i necessari controlli per determinare se l'Agenzia statale per la sicurezza nazionale stia abusando dei suoi ampi poteri di sorveglianza e su come stia usando le informazioni raccolte. L'ha stabilito la Corte europea dei diritti umani, che per questo ha condannato il Paese per aver violato la privacy dell'Ong Helsinki Committee bulgara e del suo presidente. Nel giugno del 2021, a seguito delle rivelazioni ufficiali relative a un'ampia attività di sorveglianza segreta nei confronti di politici e attivisti della società civile, condotta anche dall'Agenzia statale per la sicurezza nazionale della Bulgaria, il presidente dell'Helsinki Committee bulgara, ha scritto all'Agenzia chiedendo se lui, l'Ong, o persone che collaboravano con essa erano stati sorvegliati.
L'Agenzia ha rifiutato di rispondere, e i tribunali nazionali gli hanno dato ragione. Ma ora la Cedu afferma che nonostante la mancanza di risposta non sia necessariamente una violazione del diritto alla privacy, lo è invece il fatto che nessuno controlli l'operato dei servizi segreti. Questo non è stato fatto dai tribunali nazionali che hanno deciso del caso senza avere accesso alle eventuali informazioni raccolte al fine di determinare se la loro divulgazione potesse effettivamente ledere l'interesse pubblico. Inoltre, dice la Cedu, non risulta che la Commissione per la protezione dei dati personali abbia mai verificato le modalità di trattamento delle informazioni da parte dell'Agenzia, e in aggiunta quest'ultima non è mai stata chiamata a rendere conto del suo operato al Parlamento bulgaro o al suo governo.