Via libera del Consiglio Ue alla nuova normativa sulla corruzione
BRUXELLES - Il Consiglio Ue ha dato il via libera definitivo a una nuova normativa Ue che armonizza la definizione di corruzione tra gli Stati membri e stabilisce un livello comune di sanzioni per punire tali reati. Grazie a misure volte a prevenire la corruzione e a norme volte a rafforzare le indagini e l'azione penale, la normativa rafforzerà la lotta alla corruzione sia nel settore pubblico che in quello privato. La nuova direttiva sostituirà due atti normativi Ue esistenti: una direttiva del 2003 sulla corruzione nel settore privato e la convenzione Ue del 1997 sulla corruzione che coinvolge funzionari dell'Ue e funzionari dei Paesi Ue.
Le nuove norme garantiscono che i reati chiave di corruzione siano definiti e trattati in modo analogo in tutta l'Ue: tra questi figurano la corruzione nei settori pubblico e privato, l'appropriazione indebita, il traffico di influenze, l'ostacolo alla giustizia, l'arricchimento derivante da reati di corruzione, l'occultamento e alcune gravi violazioni relative all'esercizio illecito di funzioni pubbliche.
In base alle nuove norme dell'Ue, gli Stati membri devono prevedere livelli minimi comuni di sanzioni per i reati di corruzione, assicurando che le pene massime non siano fissate a un livello troppo basso. I trasgressori possono incorrere in pene detentive da tre a cinque anni, a seconda del reato. Anche le imprese saranno soggette a sanzioni, con ammende che vanno dal 3% al 5% del loro fatturato mondiale totale o da 24 a 40 milioni di euro, a seconda del reato. Gli Stati membri dovranno inoltre istituire organismi specializzati per prevenire la corruzione e sensibilizzare l'opinione pubblica in materia, creando una cultura dell'integrità.
La direttiva entra in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per recepirla nel diritto nazionale. È prevista un'eccezione per le disposizioni relative alle valutazioni dei rischi e alle strategie nazionali, per le quali il termine è di 36 mesi.