Sondaggio, in Ungheria Magyar sempre avanti su Orban a pochi giorni dal voto
BUDAPEST - A pochi giorni dalle elezioni del 12 aprile in Ungheria, si conferma la tendenza emersa negli ultimi sei sondaggi diffusi da diversi istituti: secondo una nuova rilevazione dell'istituto Iranytu pubblicata dal quotidiano Nepszava, il leader dell'opposizione Peter Magyar resta in vantaggio su Viktor Orban. Il sondaggio, condotto tra il 31 marzo e il 4 aprile, mostra che il 51% degli elettori che hanno già deciso il proprio voto sostiene il Tisza di Magyar, contro il 40% per Fidesz. Considerando l'intero elettorato, Tisza si attesta al 41%, mentre il partito di Orban si ferma al 34%. Resta significativa la quota di indecisi, pari a circa il 18%.
Anche Median, considerato l'istituto più affidabile nel Paese, ha diffuso una stima basata sull'analisi degli ultimi cinque sondaggi condotti tra fine febbraio e marzo: Tisza sarebbe sulla strada per ottenere una maggioranza dei due terzi alle elezioni di domenica, soglia che permetterebbe di mettere in atto le riforme chiave sullo stato di diritto, necessarie anche a scongelare i fondi Ue.
Stanto alla proiezione, il partito di Magyar potrebbe conquistare tra i 138 e i 142 seggi su 199, superando la soglia della maggioranza qualificata fissata a 133 seggi, mentre Fidesz di Orban si fermerebbe tra i 49 e i 55. Il partito di estrema destra Mi Hazank è stimato tra i 5 e i 6 seggi.
Median - che ha costruito la sua analisi su un campione complessivo di 5.000 persone, raccolto attraverso tre diversi call center - vanta uno dei migliori record di accuratezza nel Paese, avendo previsto correttamente anche la larga vittoria di Orban nel 2022, pur sovrastimando allora il peso dell'opposizione. Nonostante il trend favorevole a Tisza nella maggior parte delle rilevazioni, Fidesz continua a rivendicare sondaggi che lo danno in corsa per la vittoria. L'opposizione contesta però l'affidabilità di queste indagini, sostenendo che siano spesso realizzate da istituti legati, direttamente o indirettamente, al partito di governo.