L'Italia nel 2025 al 2,01% del Pil in difesa in base alle stime Nato

Ansa

BRUXELLES - L'Italia nel 2025 - sulla base delle stime preliminari della Nato - ha speso per la difesa il 2,01% del Pil (calcolato sui prezzi del 2021). Lo afferma il rapporto annuale dell'Alleanza. Tutti gli alleati ora centrano l'obiettivo del 2% anche se alcuni per il rotto della cuffia. Il Belgio, che nel 2024 era fermo all'1,27%, ora si attesta al 2,00% secco. Come la Spagna: nel 2024 segnava 1,42%, ora è al 2,00%. Gli altri alleati che marcano il minimo indispensabile sono Albania, Canada e Portogallo. L'Italia, nel 2024, era all'1,52%. In totale la media di Europa e Canada ora è al 2,33% mentre, per la Nato in generale, è il 2,77%. 

Gli Stati Uniti, tanto per fissare un metro di paragone, segnano il 3,19% del Pil. A staccare tutti, nella Nato, è la Polonia, col 4,30% nelle stime del 2025. Segue la Lituania, col 4,00%. Poi la Lettonia, col 3,74% e l'Estonia, col 3,42%. Le uniche a superare il 3%, tra gli altri alleati, sono la Danimarca e la Norvegia.

  

Una tabella molto interessante è poi quella della "variazione reale della spesa per la difesa 2014-2025" (i dati sono espressi in milioni di dollari statunitensi, a prezzi e tassi di cambio del 2021). Ebbene, se l'Italia nel 2014 spendeva 23.700 milioni di dollari (pari all'1,13% del Pil) nel 2025, stando alle stime, è salita a 46.929, con un aumento del 98%. Altro esempio. La Germania, sempre nel 2014, spendeva 46.687 milioni di dollari (ovvero l'1.16% del Pil) e ora, nel 2025, è salita a 105.135 milioni, con un incremento del 125,2%.

Per gli Stati Uniti il trend invece è in calo, perlomeno se si guarda alla quota del Pil. Nel 2014 spendevano infatti 747.296 milioni di dollari e nel 2025 si stima ne abbiano spesi 838.373, dunque con un aumento del 12,2% -- peccato che nel 2014 questo significava il 3,71% del Pil totale mentre oggi, come visto, scende al 3,19%.