Stiglitz: "Lo shock del petrolio un male per la democrazia"
BRUXELLES - Lo shock petrolifero seguito al'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran "è uno degli eventi peggiori che si possano immaginare per la democrazia". Lo ha detto il premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz in un'intervista all'ANSA, avvertendo che "saranno i cittadini comuni a sostenere la maggior parte dei costi", tra aumento dei prezzi dell'energia e dei beni importati, mentre "purtroppo la Russia è un grande vincitore". "Gli Stati Uniti avevano già una crisi del costo della vita, e ora è ancora più grave", ha osservato il celebre economista statunitense, spiegando che l'aumento dei prezzi dell'energia si trasmetterà lungo tutta la catena di approvvigionamento. "Se la situazione continuerà, questi aumenti si estenderanno anche al cibo, all'alluminio e a molte altre materie prime", afferma. E in questo scenario "ci sono alcuni vincitori: le compagnie petrolifere stanno andando molto bene", anche la Norvegia ne guadagna, ma "purtroppo la Russia è il grande vincitore".
"Non solo Trump ha ridotto le sanzioni contro Mosca, ma il prezzo del petrolio russo è schizzato alle stelle", sottolinea, ribadendo dunque che si tratta di "uno degli eventi peggiori che si possano immaginare per la democrazia". Stiglitz è intervenuto al Simposio fiscale annuale dell'Ue a Bruxelles, assieme al Nobel per l'Economia Philippe Aghion (2025), moderato dal presidente della sottocommissione per i problemi fiscali (Fisc) del Parlamento Europeo Pasquale Tridico, capodelegazione M5s al Pe. Interpellato sulla necessità di tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere l'economista, noto critico del neoliberismo, ha risposto in pratica con un'apertura allargando però lo sguardo. Lo shock energetico, secondo Stieglitz va inserito in un quadro più ampio di "tre crisi": climatica, delle disuguaglianze e democratica, ha spiegato. Non senza sottolineare con forza che l'Europa avrebbe dovuto reagire alla guerra in Ucraina puntando piuttosto sulle energie rinnovabili rispetto al gas naturale liquefatto.
"Il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e di Donald Trump", ha detto, criticando la scelta di concentrarsi sui terminali di Gnl che hanno reso invece il continente vulnerabile a nuovi shock. Quanto alle disuguaglianze, "c'è stato un aumento enorme delle disuguaglianze, in particolare ai vertici, e questo si collega all'erosione democratica: quando si concentrano potere di mercato e ricchezza nelle mani di pochi, si traduce inevitabilmente in un'erosione della democrazia". "Nulla lo dimostra meglio dell'immagine del giorno dell'insediamento di Donald Trump, circondato da miliardari: anche l'America è diventata un'oligarchia, si spera temporaneamente". Aghion da parte sua ha lanciato un allarme sul ritardo europeo in materia di innovazione. "Dobbiamo tornare a essere innovativi, perché altrimenti l'Europa sarà in declino", ha avvertito. E senza una ripresa "declineranno anche i valori europei", dal modello sociale alla democrazia. La sfida è dunque essere "più innovativi e più inclusivi" senza rinunciare al modello sociale europeo.