L'Ue presenta la strategia industriale marittima per restare competitivi

Ansa

BRUXELLES - La Commissione Europea ha adottato la strategia industriale marittima nonché la strategia portuale per promuovere la competitività, la sostenibilità, la decarbonizzazione, la sicurezza e la resilienza nel settore marittimo dell'Ue. Le strategie si concentrano sui porti, il trasporto marittimo e i cantieri navali.

La strategia industriale marittima "rafforzerà la leadership marittima dell'Europa" attraverso una serie di azioni, tra cui il lancio di "un'alleanza europea per le catene del valore industriali marittime". L'obiettivo è "promuovere la costruzione navale ad alta tecnologia, le navi di supporto per l'eolico offshore, i droni subacquei e le attrezzature portuali all'avanguardia". Un bando di ricerca e innovazione di punta denominato "Cantiere navale del futuro", nell'ambito di Orizzonte Europa, sosterrà inoltre la sperimentazione di soluzioni innovative in ambienti cantieristici reali, con l'obiettivo di diffondere le tecnologie di successo in tutta Europa.

  

L'intenzione è quella di promuovere un sistema marittimo europeo competitivo, resiliente e sostenibile, salvaguardando e potenziando la produzione marittima, i settori del trasporto marittimo e l'innovazione, posizionando al contempo i porti come hub commerciali ed energetici competitivi e infrastrutture critiche.

I porti sono infatti la spina dorsale dell'economia europea. Essi facilitano circa il 74 % del commercio estero, movimentando oltre 3,4 miliardi di tonnellate di merci e quasi 395 milioni di passeggeri ogni anno. La strategia offre una "cassetta degli attrezzi" piuttosto che una soluzione unica, riconoscendo le variazioni nelle dimensioni, nella funzione e nella governance dei porti. Le sfide sono le seguenti: ampliare la capacità per diventare hub di energia pulita, decarbonizzazione e digitalizzazione, rafforzamento della sicurezza contro varie minacce. 

Per soddisfarle, la strategia si articola su "cinque pilastri". Tra le varie cose, si segnala l'esigenza di una "maggiore competitività", istituendo al contempo un "quadro di collaborazione con gli investitori stranieri e i porti dei paesi terzi", affrontando le preoccupazioni relative agli "attori sostenuti dallo Stato". Come la Cina. Poi c'è Ia creazione di un quadro "per migliorare la sicurezza dei porti contro minacce quali il traffico di droga, le attività illegali, le minacce ibride e gli attacchi informatici". Le misure comprendono controlli sul passato dei lavoratori portuali e la cooperazione internazionale per fermare il commercio illecito alla fonte. A monte di tutto, riconosce "la necessità di investimenti importanti" e sostiene i porti stabilendo priorità comuni e sfruttando gli strumenti finanziari esistenti, compresa la Banca europea per gli investimenti.

Sul fronte della strategia industriale, invece, sebbene l'Europa sia "leader nella produzione di navi sofisticate" (ad esempio il 97% delle navi da crociera in tutto il mondo e i rompighiaccio), rischia di perdere segmenti importanti e terreno "rispetto ai concorrenti asiatici nel settore del trasporto marittimo in generale". L'obiettivo qui è garantire che l'Europa mantenga la sua leadership nel settore marittimo e rafforzi il suo settore della costruzione navale in aree ad alto valore aggiunto per l'Ue, assicurando le capacità future per la difesa e la protezione sottomarina.