unione europea
Ucraina, Zelensky vuole entrare nel 2027: von der Leyen lo blocca
Magro anniversario per l'Ucraina. A quattro anni dall'inizio del conflitto, i vertici Ue, assieme a molti leader europei, arrivano a Kiev con mani vuote: senza il 20° pacchetto di sanzioni, né il via libera al prestito vitale di 90 miliardi. È ancora l'Ungheria di Viktor Orban a bloccare i provvedimenti a favore del paese vittima della guerra. Le nuove misure restrittive, che colpiscono soprattutto le entrate energetiche russe, saranno presto realtà, "è solo questione di tempo", assicura la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Così come il via libera al prestito da 90 miliardi, di cui 60 serviranno a rafforzare la difesa e 30 per il sostegno al bilancio. "Lo chiamiamo il 'porcospino d'acciaio', perché dovrebbe dare all'Ucraina la forza di un porcospino indigesto per potenziali invasori. Il prestito è stato concordato da 27 leader in seno al Consiglio europeo: questa parola non può essere infranta. Manterremo il prestito in un modo o nell'altro", commenta il leader dell'Esecutivo Ue. Orban per ora non cede e replica ai richiami del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ribadendo che non darà alcun vantaggio a Kiev finché non verrà ripristinato il flusso di petrolio russo tramite l'oleodotto Druzhba.
Il presidente ucraino Volodymr Zelensky fa notare che il leader ungherese dovrebbe prendersela con Putin che ha bombardato la condotta, e più di una volta. Alla fine, anche su sollecitazione della Commissione europea, il governo ucraino dovrebbe ripristinare l'infrastruttura per far ritirare il veto ungherese. Anche se sarà una corsa contro il tempo arrivare all'esborso della prima rata già ad aprile, come vorrebbe l'Esecutivo Ue. A Kiev, alla cerimonia di commemorazione delle vittime, sono accorsi diversi leader, che poi si sono riuniti nel formato della Coalizione dei Volenterosi. Ancora una volta unità di intenti, mentre proseguono, a fatica, i negoziati sotto l'egida Usa. Nuovi colloqui sono attesi tra circa 7-10 giorni. "Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra", commenta Zelensky. Parlando in video collegamento al Parlamento europeo, riunito in plenaria straordinaria, il leader ucraino sottolinea l'importanza di mantenere il legame tra Europa e Usa, anche se "comprendiamo tutti che non è un compito facile". Definisce poi il regime di Putin una "dittatura instabile, che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti". E invita gli europei a difendere il loro stile di vita, tanto anelato dagli ucraini.
"Per noi è importante ricevere una data chiara per l'adesione all'Ue", rimarca il leader ucraino, sperando che sia fattibile l'ingresso nel 2027 per evitare che "Putin non possa bloccare la nostra adesione per decenni". Doccia gelata da parte del capo della Commissione europea che ricorda come fissare una data per Bruxelles è "impossibile", sia perché il processo è basato sul merito, sia per non indispettire gli altri Paesi candidati in attesa da molto più tempo. Una svolta su questo, tuttavia, potrebbe arrivare dai leader europei o da una spinta di Donald Trump per inserirlo nelle garanzie di sicurezza. Il tutto, va ricordato, sarebbe facilitato da un cambio di governo a Budapest dopo le elezioni del 12 aprile.