Comunicato Stampa: Intergruppo Federalista Europeo
Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, in una nota, ha formulato al neocostituito Intergruppo i migliori auguri per un “proficuo lavoro di analisi e di approfondimento”.
“Credo che oggi sia assolutamente necessario avere un’Europa forte, unita e federale per rispondere alle sfide internazionali – ha sottolineato Maltauro - Abbiamo un conflitto alle porte dell’Europa e una situazione internazionale nella quale gli Stati Uniti, giorno dopo giorno, mettono in discussione alleanze storiche. Serve quindi un’Europa unita, forte, capace di valorizzare anche sensibilità diverse. Consiglieri appartenenti a esperienze politiche differenti, con sensibilità, età e provenienze geografiche diverse, hanno deciso di unirsi per dare piena attuazione a quanto previsto dall’articolo 4 del nostro Statuto e, quindi, alla dimensione politica, sociale ed economica dell’Unione europea.”
“Da oggi, si comincia a lavorare – ha messo in chiaro Jacopo Maltauro – Dobbiamo presentare proposte concrete e sviluppare un lavoro politico di qualità. Per farlo, credo sarà importante portare almeno una volta all’anno in Consiglio regionale una discussione sull’andamento dell’Unione europea e sulla situazione geopolitica internazionale. Sarà inoltre fondamentale promuovere un’attività di ascolto e di confronto con gli altri Intergruppi delle regioni vicine e con il Parlamento europeo. E sarà necessario lavorare per garantire un’informazione precisa e puntuale sulle opportunità che oggi il Veneto ha grazie all’Unione europea e che le nostre imprese e i nostri cittadini devono conoscere. Ne cito solo una: dal 2021 al 2027, il Veneto ha ricevuto più di un miliardo di euro dall’Unione europea. Sono risorse che devono essere spese bene e, soprattutto, comunicate con grande puntualità.”
“Serve un’Europa forte e unita per vincere le sfide globali – ha affermato il Vicepresidente dell’Intergruppo, il consigliere regionale Nicolò Rocco - Ciò che divide la politica oggi non è più quello che la divideva un tempo, perché siamo di fronte a imperialismi che, dall’esterno dell’Europa, vogliono mettere in discussione il modello di democrazia nel quale abbiamo sempre profondamente creduto: come veneti, come italiani e come europei.”
“Non dimentichiamoci che il Veneto è una regione profondamente europeista – ha evidenziato Rocco - Scegliere oggi di aderire a un Intergruppo Federalista significa riconoscere nei valori europei un punto di riferimento fondamentale, a partire dalla centralità della persona. Significa credere nella libertà economica, che deve però essere accompagnata e sostenuta dai diritti sociali e dai diritti individuali. Da una parte, ci sono imperialismi, autoritarismi e sovranismi; dall’altra, i democratici veneti, italiani ed europei.”
“Penso che l’Unione europea sia un baluardo a cui ispirarsi, pur con tutti i suoi limiti di impostazione; imperfetta come tutti i processi in divenire. Crediamo nelle persone e nella loro centralità, nella difesa della democrazia liberale.”, ha chiosato Nicolò Rocco.”
“Già nel 1945 erano nate le sezioni di Venezia, Padova e Verona del Movimento Federalista Europeo – ha fatto un excursus storico il dott. Anselmi - Oggi abbiamo 15 sezioni e più di 700 iscritti a livello regionale. Credo che questo sia il segno di una sensibilità straordinaria verso tematiche legate anche alla nostra storia, ma che prima di ogni altra cosa caratterizza il Veneto come una Regione aperta al mondo. Naturalmente, anche in Veneto, come in ogni altra Regione e Nazione, esistono particolarismi, provincialismi e campanilismi. Ma, al di là di questo, ritengo che ci sia una profonda convinzione rispetto all’importanza dell’Europa, che nasce non soltanto nel mondo della politica, ma anche in quello della cultura veneta. Non a caso, già nel 1945, i due Magnifici Rettori delle Università venete di Venezia e Padova erano diventati militanti del Movimento Federalista Europeo: Egidio Meneghetti, dell’Università di Padova, e Gino Luzzatto, dell’Università di Venezia.”
Giorgio Anselmi ha chiuso il suo intervento con una riflessione: “Mi piace sottolineare la grande intuizione che ebbero i padri fondatori degli Stati Uniti: la sovranità non deve essere divisa solo su base funzionale, ma anche su base territoriale, quale grande presidio della libertà dei cittadini.”
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