Comunicato Stampa: Scomparso Gianclaudio Bressa
“La morte improvvisa di Gianclaudio Bressa addolora profondamente il Veneto e le sue istituzioni. A nome di tutto il Consiglio regionale esprimo il cordoglio più sincero alla famiglia, ai suoi cari, alla comunità bellunese, al Partito Democratico e a quanti, in tanti anni di impegno pubblico, hanno condiviso con lui responsabilità, battaglie e lavoro istituzionale”.
Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ricordando Gianclaudio Bressa, già sindaco di Belluno, parlamentare, senatore e sottosegretario di Stato.
“Bressa apparteneva a quella generazione di uomini pubblici per i quali la politica era anzitutto studio, preparazione, conoscenza dei dossier e rispetto delle istituzioni – prosegue il Presidente Zaia –. Lo dico anche per esperienza diretta: negli incontri avuti negli anni, soprattutto sui temi dell’autonomia, del regionalismo, della montagna e del rapporto tra Stato e territori, ho sempre trovato davanti a me un interlocutore solido, informato, mai approssimativo. Si poteva essere d’accordo o in disaccordo con lui, ma non si poteva non riconoscergli spessore, metodo e una profonda cultura istituzionale”.
“Bressa ha portato Belluno e la montagna dentro le stanze della politica nazionale – aggiunge Zaia – non con il folclore delle appartenenze, ma con la serietà di chi conosceva davvero le comunità alpine, le loro fragilità, la loro dignità e il loro diritto a non essere considerate periferia. La montagna, per lui, non era un tema ornamentale: era una questione costituzionale, economica, sociale, demografica. Era il luogo in cui misurare concretamente se lo Stato sa essere vicino ai cittadini oppure se li lascia soli davanti alla distanza, allo spopolamento, ai servizi difficili, ai costi maggiori della vita quotidiana”.
“Nel suo percorso – continua il Presidente Zaia – c’è un filo riconoscibile: Belluno, le terre alte, le autonomie speciali, le minoranze linguistiche, il dialogo con il Trentino-Alto Adige, la riflessione sul regionalismo e sulle responsabilità dei territori. Temi complessi, spesso trattati con superficialità nel dibattito pubblico, che Bressa invece affrontava con gli strumenti del giurista politico e dell’amministratore. Aveva chiaro che l’autonomia non è una bandiera da agitare, ma un modo esigente di organizzare meglio la Repubblica, avvicinando le decisioni alle comunità e chiedendo a ciascun livello istituzionale responsabilità, efficienza e visione”.
“Gli va riconosciuta anche un’apertura mentale e una lungimiranza non comuni – sottolinea Zaia –. Bressa capiva che difendere la montagna non significa conservarla dentro un’immagine immobile, ma metterla nelle condizioni di competere, innovare, attrarre nuove energie e trattenere le proprie comunità. Penso, ad esempio, alla banda ultralarga, che aveva sempre sostenuto e valorizzato come infrastruttura decisiva per le terre alte. Non era solo una questione tecnica: era la consapevolezza che la tecnologia può ridurre le distanze, portare servizi, cultura, impresa, formazione, lavoro e nuove opportunità dove la geografia rende tutto più difficile. In questo c’era una visione moderna della montagna: non luogo marginale da assistere, ma territorio vivo da collegare al futuro”.
“Ricordo in particolare – prosegue il Presidente Zaia – la sua capacità di discutere anche da posizioni diverse senza mai abbassare il livello del confronto. Era un uomo di parte, come è normale in democrazia, ma non era mai un uomo di fazione quando si parlava di istituzioni. Su questi terreni sapeva riconoscere il valore delle autonomie e la specificità dei territori. Per il Veneto, che ha fatto dell’autonomia una grande questione popolare e istituzionale, questo è un elemento che merita rispetto”.
“Il richiamo alla valorizzazione delle zone montane previsto dalla Costituzione – conclude il Presidente Zaia – resta uno dei passaggi che meglio raccontano la sua sensibilità politica. Oggi il Consiglio regionale del Veneto saluta un protagonista della vita pubblica, un bellunese che ha servito le istituzioni nazionali senza dimenticare le radici, un uomo che ha saputo tenere insieme competenza tecnica e passione per i territori. Alla sua famiglia giunga la vicinanza sincera dell’intera Assemblea legislativa veneta”.
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