Comunicato Stampa: Giorno del Ricordo 2026. Conferenza istituzionale ‘Il confine orientale, le Olimpiadi e lo sport’

Ansa

Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, nell’ambito delle celebrazioni del Giorno del Ricordo 2026, si è tenuta la conferenza istituzionale ‘Il confine orientale, le Olimpiadi e lo sport’, con gli interventi del professor Davide Rossi, docente dell’Università degli Studi di Trieste, e di Abdon Pamich, campione olimpico ed esule fiumano.

  

Con queste parole, il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco (FdI), ha aperto la conferenza, portando anche i saluti del Presidente del Consiglio, Luca Zaia.

“Ma fermarsi qui significherebbe non cogliere fino in fondo il valore della figura di Pamich – ha chiarito il Vicepresidente - Perché Abdon è anche, e soprattutto, un testimone di una delle pagine più dolorose della nostra storia nazionale. Nato a Fiume, fu costretto, come centinaia di migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, ad abbandonare la propria terra, la propria casa, la propria vita. Non parliamo di una vicenda lontana o periferica. Non è soltanto il ‘confine orientale’: è una ferita nazionale; è una tragedia che ha segnato l’Italia intera, fatta di violenze, di paura, di esodi forzati, di famiglie spezzate, di identità sradicate.”

“E proprio qui, in Veneto, questa storia la sentiamo in modo ancora più diretto – ha ricordato Rucco - Perché siamo una terra che ha accolto tanti esuli, che conosce il valore del lavoro, della comunità, delle radici. Sappiamo cosa significhi appartenere a un luogo e, per questo, comprendiamo fino in fondo cosa rappresenti perderlo.”

“La vita di Abdon Pamich tiene insieme queste due dimensioni: la grandezza sportiva e la profondità umana – ha sottolineato il Vicepresidente dell’Assemblea legislativa veneta - È la dimostrazione che anche da una storia segnata dal dolore può nascere un percorso di riscatto, di impegno, di eccellenza.”

“Ed è per questo che la sua testimonianza è così preziosa oggi, soprattutto per i più giovani – ha aggiunto Rucco - In un tempo in cui spesso mancano punti di riferimento autentici, figure come la sua ci ricordano che cosa vogliono dire davvero parole come sacrificio, identità, dignità, amore per la propria Nazione.”

Francesco Rucco ha avuto infine un pensiero per le nuove generazioni: “Ai ragazzi dobbiamo dire: guardate a storie come questa. Non solo per le medaglie vinte, ma per la forza con cui si affronta la vita. Perché i veri campioni non sono solo quelli che arrivano primi, ma quelli che non si arrendono, che sanno rialzarsi e che trasformano le difficoltà in una strada.”

“Per questo, oggi, non celebriamo soltanto un campione olimpico; celebriamo un uomo, un testimone, un italiano – ha concluso il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco - A nome mio, e del Consiglio regionale, rivolgo ad Abdon Pamich un ringraziamento sincero e profondo. Per quello che ha dato allo sport italiano, ma ancora di più per quello che continua a rappresentare per il nostro Paese. La sua presenza qui è un onore. La sua storia è un patrimonio. Il suo esempio è qualcosa che abbiamo il dovere di custodire e di trasmettere.”

Il già Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha ricordato come “ormai da tradizione consolidata, il Consiglio regionale celebra il Giorno del Ricordo in modo importante, ospitando relatori di alto livello. Perché il Giorno del Ricordo non rappresenta semplicemente un momento di memoria, ma anche di verità e di responsabilità. E lo sport è metafora di una storia di sacrificio, di disciplina e di senso di appartenenza. Celebrare il Giorno del Ricordo significa omaggiare il passato per costruire consapevolezza del futuro, dando vita a una società più solida e unita.”

Il professor Davide Rossi, nel suo intervento, ha sottolineato “il filo rosso che unisce il confine orientale, le Olimpiadi e lo sport”, ricordando “la grande forza identitaria che, nella storia, hanno sempre avuto gli eventi sportivi, dal nuoto al calcio, dal pugilato al ciclismo, fino al tennis, riuscendo a creare aggregazione e a tenere uniti gli italiani.”

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