come previsto da il tempo
Grillo riappare e attacca Conte: "Movimento zero stelle"
Il ritorno di Beppe Grillo nella scena politica prende forma con un nuovo attacco al M5S di Giuseppe Conte. L’ex comico e fondatore dei Cinque Stelle ha aggiornato lo stato di WhatsApp con una formula destinata a far discutere: «Movimento Zero Stelle». Tre parole che suonano come una bocciatura della creatura che Grillo contribuì a fondare e che oggi ha in Conte il suo presidente.
Il colpo arriva alla vigilia di un appuntamento che può riaprire una frattura mai ricomposta. Lunedì 21 settembre Grillo sarà ospite di «Pulp», il podcast di Fedez, e tornerà così a parlare pubblicamente. Il palcoscenico non è casuale: il fondatore del M5S sceglie uno spazio lontano dalla politica tradizionale, ma capace di raggiungere un pubblico vastissimo. E il calendario aggiunge tensione: il giorno prima, il 20 settembre, si chiuderà «Nova», la consultazione avviata dai Cinque Stelle per costruire il programma della coalizione progressista.
Il ritorno di Grillo era stato anticipato pochi giorni fa, il 10 settembre, proprio da Il<ET>Tempo. Il nostro quotidiano ha raccontato il progetto del comico per un nuovo soggetto politico, lo studio di una dirompente proposta sul reddito, una bozza di programma e persino l’ipotesi di un nuovo spettacolo. Sullo sfondo resta anche la battaglia giudiziaria sul nome e sul simbolo del Movimento, che Grillo vuole contendere a Conte.
Il messaggio «Movimento Zero Stelle» alza quindi il livello dello scontro. Non è soltanto una battuta, ma una contestazione dell’identità assunta dal M5S sotto la guida dell’ex premier. Grillo sembra voler riaprire la partita proprio sul terreno delle origini, contrapponendo alla trasformazione progressista di Conte il Movimento delle prime battaglie, della rete, della protesta e della democrazia diretta.
Conte, intanto, interviene stizzito. Alla festa de Il Fatto Quotidiano, interpellato sulla partecipazione dell’ex garante al podcast di Fedez, ha tagliato corto con una risposta che tradisce più di un fastidio: «Grillo vada dove vuole, dica ciò che vuole». Ma il 21 settembre, davanti ai microfoni di Fedez, potrebbe essere soltanto il primo atto di una nuova guerra "stellare".