Il leader della Lega
Salvini sceglie i numeri per rispondere alla sinistra: 256 miliardi di investimenti
«Solo in Italia si litiga su ponti e gallerie. Sull’utilità delle opere pubbliche la battaglia politica fa male». Matteo Salvini sceglie i numeri per rispondere alle polemiche sollevate dal campo largo. Il leader della Lega, al Forum di Cernobbio, rivendica i risultati raggiunti dall’esecutivo: 256 miliardi di investimenti in corso, ultimati o già programmati.
La parte del leone è ovviamente svolta dal trasporto su ferro nazionale, per il quale sono previsti 167 miliardi. La restante parte sarà destinata a strade (42,5 miliardi), Tpl (26,8 miliardi), porti (6,1 miliardi), edilizia stradale (5,2 miliardi), ferrovie regionali (4 miliardi), settore idrico (4 miliardi), Pinqua (3,1 miliardi) e opere olimpiche (3,5 miliardi). Su queste ultime, tornando al successo di Milano-Cortina, il vicepremier evidenzia come sul territorio sia stato lasciato più di quanto speso, ovvero 5,3 miliardi di ricadute. Per quanto riguarda i risultati immediati, il numero uno del Carroccio si sofferma sui 1.300 cantieri ferroviari attivati nell’ultima estate, di cui 215 dedicati all’Alta velocità. Tre sono le grandi direttrici sulle quali il ministro dei Trasporti concentra l’attenzione. La prima è la Roma-Napoli-Bari. L’obiettivo è fare in modo che dalla Capitale ci vogliano solo tre ore per raggiungere il capoluogo pugliese e due per quello campano. La seconda, invece, è la Palermo-Catania-Messina, strategica per i collegamenti insulari, mentre la terza è la Brescia-Verona-Vicenza-Padova, basilare per rendere competitivo il Nord-Est. Notizie positive anche per quanto concerne gli spostamenti su gomma: 102 nuove opere e 1.354 interventi di manutenzione. Quando c’è da parlare di guida su quattro ruote, chi siede a Chigi non può che non soffermarsi sul nuovo Codice della strada che consente, ogni giorno, di salvare vite. Nel 2025, rispetto all’anno precedente, si registrano 162 morti in meno per incidenti.
All’appuntamento clou in materia di sviluppo non può essere esclusa neanche la programmazione in materia di acque. Sono state raccolte 562 proposte, per un valore complessivo di 13,5 miliardi. «Soddisfazione» è la parola d'ordine quando si discute di Piano Casa: 10 miliardi per l’edilizia pubblica di qualità e la rigenerazione urbana. Oltre 60mila gli alloggi popolari già recuperati, mentre altri 100mila messi a disposizione a canoni calmierati. Fiore all’occhiello nell’agenda della maggioranza, inoltre, il nuovo Codice degli appalti: più fiducia e meno burocrazia per far crescere il Paese.
L’ultimo grande capitolo del suo intervento Salvini, ovviamente, lo dedica alle grandi opere. Per citarne alcune, la linea Torino-Lione e la galleria di base del Brennero, che consentiranno di dimezzare, in questo caso, i tempi di percorrenza sia per passeggeri che per convogli merci. C’è poi il Mose, con quattro nuove barriere e 78 paratoie. Grazie a 32 sollevamenti, si sono evitati 445 milioni di euro di danni. E, infine, il tanto criticato Ponte sullo Stretto. In tal senso, il "Capitano" ribadisce ancora una volta come il suo cavallo di battaglia porterà 120mila nuovi posti di lavoro e un incremento della ricchezza di 2,4 miliardi di euro annui: «Per un investimento da 13,5 miliardi si avrà un impatto da 23 miliardi sul Pil».
Detto ciò, c’è chi fa finta di nulla e se la prende col governo, bloccando lo sviluppo. Il riferimento, ad esempio, è a chi rallenta i cantieri. «Mentre noi siamo a Cernobbio – evidenzia Matteo – ci sono 400 donne e uomini in divisa a proteggerli. Siamo l’unico Paese occidentale con centinaia di agenti, a volte in assetto antisommossa, per difendere un tunnel ferroviario».