Il campo minato
Opposizioni, la pace di Cernobbio dura solo qualche ora
Schlein, Renzi, Bonelli e Conte collegato da remoto. A Cernobbio c’è tutto il centrosinistra. Compatti, all’apparenza, per inveire contro il governo Meloni.
La prima a sbraitare è la prima donna del Nazareno che, dal risiko bancario alla politica estera, non risparmia la premier e il suo esecutivo. Il suo nuovo alleato, Matteo, per seguire la linea, accusa Giorgia di aver consegnato ai posteri «un Paese con più poveri e meno potere d’acquisto». Per l’ecologista Angelone, poi, il centrodestra non si impegna abbastanza sull’emergenza climatica, come se il caldo dipendesse dalla destra a Chigi. E, infine, il sermone pacifista di Giuseppi, stavolta in streaming.
Non va meglio la parte relativa alle proposte. Qui emerge tutta la supponenza pentastellata. L’ex premier, infatti, sostiene di avere già la ricetta vincente su lavoro, ambiente, conflitti d’interessi e chi più ne ha, più ne metta. La segretaria dem, invece, riscopre gli «incentivi alla decarbonizzazione» e propone «di sostituire gli impianti di riscaldamento fatti con le fonti fossili con pompe di calore». Quello, a suo dire, è il modo migliore per spendere 14 milioni di flessibilità europea. Non manca, ovviamente, il solito passaggio sulla difesa comune e sull’isolamento dell’Italia nel vecchio continente.
Peccato che la vera solitudine sia quella che vive la prima donna del Partito Democratico nella sua coalizione. La prima rottura, a riguardo, sono gli attacchi di Conte verso il leader di Italia Viva, accusato di «avere un partito fermo». Correrebbe, a suo dire, a velocità spedita, invece, il nuovo centro dell’assessore Onorato, suggerito dal furbo Bettini per far sostenere il legale in caso di eventuali primarie. Non è un caso, d’altronde, che il furbo “avvocato del popolo” non si presenti di persona al forum Ambrosetti. Circola più di una voce secondo cui si sarebbe assentato proprio per evitare la foto con quel "rottamatore" che lo ha preceduto tra i corridoi di Piazza Colonna.
Ecco perché l’unità ventilata in Lombardia dura soltanto qualche ora, mentre abbondano i malumori e le divisioni interne. Una frattura evidente, ad esempio, è quella che appare, nel panel dei relatori, alla prima di Progetto Civico Italia. Nella giornata inaugurale ci sono tutti i progressisti, tranne la povera Elly. Bene le strane simpatie verso quelli che una volta erano i grillini, ma si può eliminare dal tavolo del nuovo centrosinistra chi, comunque, è alla guida del primo partito della coalizione?