I 5 Stelle si allargano
Più grillina che piddina, La7 diventa TeleConte
Nell’ultimo quadriennio è prevalso il mito secondo cui la maggioranza di governo avrebbe monopolizzato mamma Rai. Tant’è che i soliti criticoni hanno ripetuto, in ogni spazio possibile, l’espressione “TeleMeloni”. Non ci sarebbe, d’altronde, nulla di sorprendente, considerando che, sin dai tempi del dualismo tra Dc e Pci, nella tv di Stato prevale il manuale del compianto Cencelli.
La gravità, in questa estate bollente, però, è un’altra e non riguarda Rai 1, Rai 2 e Rai 3, storicamente divise in base all’emiciclo di Montecitorio, bensì la settima rete. A La7, l’emittente di proprietà di Urbano Cairo, è in corso una vera e propria occupazione. E in questo caso non parliamo della solita querelle tra destra e sinistra, ma di accessi quasi illimitati da parte dell’ex premier Conte. Il Movimento starebbe sfruttando la strana disponibilità dell’imprenditore di Alessandria per piazzare i “suoi” in ogni fascia in cui può esserci un “picco” di share. I faccioni di Gubitosa, Ricciardi, Licheri e Baldini, in certi ambienti, sono più diffusi del caffè pomeridiano o del dolce prima di coricarsi.
Il tutto, tra l’altro, non a discapito delle forze di governo, ma soprattutto del Pd. Trovare i fedelissimi della segretaria sulle poltrone di Formigli o Parenzo, da qualche mese a questa parte, è rarità. A denunciarlo non i vari sovranisti e patrioti, ma gli stessi big del Nazareno, ormai invitati sempre meno nelle trasmissioni più viste dagli appassionati di confronti. Basta, d’altronde, scorrere le bacheche social dei vari Furfaro, Taruffi o Bonafoni per notare come il cerchio magico della segretaria sia sempre più lontano da certe telecamere. La stessa Schlein non sembra essere tanto gradita come ai tempi delle primarie. La sua ultima apparizione risale al 27 luglio.
Diverso, invece, il trattamento per il suo sfidante alla leadership del campo largo, per il quale si organizzano collegamenti speciali, vedi quello di qualche giorno fa a “L’Aria che Tira” a Sant’Anna di Stazzema, o addirittura puntate “su misura”, come quella di una settimana fa di “In Onda”. Medesimo ragionamento vale per gli elogi continui. Basta sentire qualche minuto del format di Telese per udire «Conte molto in forma» o «agenda serrata del M5S». Il numero uno dei pentastellati, poi, può contare sul sostegno incondizionato degli opinionisti. Ci riferiamo all’ "intelligentia antisistema e populista" guidata da Alessandro Di Battista (ospite fisso di Formigli e molto vicino al Fatto) che, in qualunque occasione, riesce a ritagliarsi uno spazio di visibilità. Questa, sistematicamente, critica i “guerrafondai” dem, a vantaggio dei pacifisti a 5 Stelle. Con la scusa del no alle armi e dei Pro Pal, sul settimo canale, il vento tira da una sola parte, ovvero da quella dell' "avvocato del popolo" e di chi lo sostiene. Guarda caso, dall’arrivo del caldo, aumentano gli spazi per il compagno Fratoianni.
Diversa, invece, la situazione per il Pd, che si deve accontentare della solita Repubblica o di qualche editoriale su Il Domani, mentre è costretto a dimenticarsi del piccolo schermo amico. Non è un caso che i dem preferiscano essere mitragliati sulle reti Mediaset, dove, per fortuna, prevale il contraddittorio, piuttosto che finire nel dimenticatoio televisivo. Il tutto, tra l’altro, a discapito degli amici di Elly, considerando che gli animali da talk dem non sono gli inesperti ragazzi del cerchio magico della nativa di Lugano, ma piuttosto gli esperti comunicatori del renzismo. Questi, con la scusa del “riformismo”, vedi Quartapelle di turno o l’intramontabile duo Guerini-Delrio, riescono a comparire ovunque. Alla faccia degli equilibri tra correnti. La sempre più sola Schlein, quindi, non solo deve combattere le destre e le varie congiure interne al Nazareno, ma anche La7, che sembra quasi preferire i conservatori a quella che, solo un tempo ormai lontano, era la “giovane sardina da lanciare verso Chigi”.