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Irregolari espulsi, Meloni: avanti con difesa confini. Piantedosi al Comitato Schengen

"Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada". Il post social di Giorgia Meloni arriva pochi minuti prima dell'audizione del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi davanti al Comitato Schengen incentrata sul ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. La premier, commentando l'operazione che ha portato all'espulsione di 17 cittadini egiziani, ribadisce la linea del governo sul dossier. Una fermezza che a San Macuto emerge anche dalle parole del titolare del Viminale sia nei confronti della crisi a Ceuta sia della Germania in relazione al discorso 'dublinanti'.

Nella relazione iniziale Piantedosi ribadisce che la decisione di sospendere l'applicazione dell'Accordo di Schengen "non sarà rivista prima del 15 agosto", quando si ipotizza una nuova ondata di arrivi nell'exclave nel nord del Marocco, "e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l'Italia". Il ministro assicura che "la logica" che muove l'esecutivo non è legata a una "speculazione politica". "La nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner - afferma -. È fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna. E' stata una scelta di natura cautelare e organizzativa".

  

Quello iberico, ricorda, "è un paese amico, fratello oserei dire", ma questo non gli impedisce di ricordare che "per una Ong che batteva bandiera spagnola l'Italia ha visto un su ministro essere processato in tre gradi di giudizio per un reato gravissimo, sequestro di persona". Il riferimento è a Matteo Salvini e al caso Open Amrs. "Questo non per colpa della Spagna - precisa - ma per effetto dell'azione ostile di una Ong che batteva bandiera spagnola, e quindi che era una componente di quel paese".

Dopo aver voluto "sottolineare che, mentre l'iniziativa dell'Italia si fonda su solide basi oggettive, la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde ad una logica sostanzialmente ritorsiva", Piantedosi mette agli atti che i controlli con la Spagna sono effettuati nei confronti dei soli cittadini di extra-Ue in modo da causare "il minor impatto possibile sulla circolazione tra i due Paesi. Le misure vengono applicate con modalità mirate" e "non impattano in alcun modo sui flussi turistici. I primi report testimoniano, infatti, come l'impatto della misura sui cittadini europei sia pari a zero".

E a proposito di report, il ministro rivela che dal ripristino dei controlli "abbiamo effettuato tre arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui sei marocchini". Rispetto a questi ultimi a Piantedosi viene quindi chiesto se almeno uno sia transitato attraverso Ceuta e arrivato dalla Spagna nei giorni della crisi. Il titolare del Viminale confessa tuttavia che "non siamo in grado di dirlo" perché le persone giunte a Ceuta "non sono state identificate. C'è una situazione di totale assenza di controllo ed è uno dei temi centrali che hanno suggerito e imposto la misura" da parte di Roma. Misura "pienamente dentro il diritto europeo" tanti che "lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell'Italia". "Anche la Germania - ricorda -, dopo una serie di chiusure parziali solo per determinate frontiere, a partire dal 2025 ha esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti". Infine, proprio in relazione alle discussioni in corso con Berlino a proposito del nodo 'dublinanti', Piantedosi torna a mostrare fermezza. "Il nuovo Patto Ue sulla migrazione e l'asilo non ha del tutto cancellato il principio di responsabilità dei paesi di primo ingresso, ma è stato contemperato con il principio di solidarietà che si può attuare anche attraverso compensazioni. Con Germania e Francia abbiamo adottato un atto bilaterale di intesa di azzeramento di tutti i 'dublinanti' fino all'entrata in vigore del Patto, il 12 giugno. E rispetto ad alcuni casi specifici di cronaca ho già ho scritto al mio omologo tedesco per dire che non accettiamo" trasferimenti verso l'Italia "perché si tratta di persone arrivate prima" dell'accordo sul nuovo Patto "e che in ogni caso, a partire da quella data, faremo una compensazione con le migliaia di migranti che vengono portati sulle nostre coste da navi di Ong tedesche: sono 2.200 dall'inizio dell'anno e più di 500 solo dal 12 giugno".