INTERVISTA

Galeazzo Bignami: "Conte tenta di rimandare ma l’aspettiamo al varco"

 «È un prestigiatore. Fa finta di rendersi disponibile, ma in realtà non lo è. Lo dimostra il fatto che in due anni ha dato solo la disponibilità in questi giorni quando sapeva che le Camere lavoravano». Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami non ci sta e accusa Giuseppe Conte di fare il prestigiatore pur di non presentarsi in commissione Covid dove oggi si doveva tenere la sua audizione. 

Il presidente Lisei, che aveva preannunciato le difficoltà di riuscire a convocare l’audizione oggi visti i lavori d’Aula, ha fatto sapere che già venerdì i suoi uffici avevano contattato la segreteria di Conte per chiedere nuove date disponibili ma senza avere risposte. 

  

«Così ho letto. Ieri ho fatto un video in cui dicevo che cosa sarebbe successo. Non credo di avere doti divinatorie ma bastava usare un po’ di buonsenso per scoprire dove era il trucco di Conte».

Quindi lei vede una strategia dietro le mosse del leader M5S? Per riuscire a fare cosa? A tirarla per le lunghe?
«Secondo me stanno cercando in tutti i modi di non venire in Commissione anche usando questi mezzi da pseudo prestigiatori».

Alla fine dell’audizione dell’ex commissario straordinario Arcuri l’opposizione aveva chiesto di inserire risentire l’ex manager di Invitalia prima della pausa estiva. Faceva parte di questa strategia?
«O è schizofrenia o intorbidiscono le acque. Chiedono di sentire Arcuri ma chiedono di sentire anche Conte. Dicendo che Conte andava però sentito dopo Arcuri. Fissiamo Conte sulla base delle disponibilità che lui aveva dato. Peccato che le abbia date dopo che Camera e Senato avevano fissato lavori in quei giorni e quindi per regolamento non sarebbe stato possibile organizzare le audizioni in commissione Covid. È tutto un modo per sottrarsi alle domande della commissione».


Fra le date papabili ci sarebbe anche giovedì 6, giorno in cui però si dovrebbe votare sulle chat di Delmastro.
«Sì ma per Fratelli d’Italia si può convocare l’audizione anche il 12, il 13, il 14 e il 15 agosto. Per noi questo esame va fatto. Conte ha preso per troppo tempo in giro gli italiani».

A un certo punto è circolata l’ipotesi che l’ex premier si sarebbe presentato in commissione con un parere pro veritate. Cosa ne pensa?
«Ho letto. Devo dire che è una specie di prestigiatore a cui non riescono i giochi e quindi prende solo dei fischi».
 

Da un punto di vista puramente tecnico, principalmente per quanto riguarda la ricerca e l’acquisto di mascherine, si è già svincolato dicendo che lui non se ne occupava. Di che cosa gli chiederete conto, delle decisioni politiche?
«Ci sono una serie di questioni. Intanto Conte verrà a fare una relazione ma non ha capito che abbiamo molte domande per lui su tutta la gestione della pandemia. Anche perché il suo “non vedo, non sento e non parlo” come le tre scimmiette non regge».


Spieghi meglio.
«Lui aveva detto di aver delegato i servizi segreti per le mascherine perché la sua preoccupazione principale era quella di trovare mascherine. E poi ti entrano 800 milioni di mascherine e nessuno ti avverte? Dice che lui non sapeva che fossero mascherine farlocche ma un funzionario delle Agenzie delle Dogane (il cui direttore generale era stato nominato da Conte) va dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio (sempre nominato da Conte) per dire che stanno arrivando mascherine farlocche e né le Dogane né il suo sottosegretario glielo dicono? Il commissario nominato da Conte firma il più grande affidamento diretto della storia repubblicana e non gli dice niente? Conte non so se ha le mani pulite ma gli occhi sicuramente erano bendati».

Quindi la sua previsione è che l’audizione di Conte somiglierà a quella di Arcuri? Con una sua relazione e le domande in una seconda audizione?
«La presidenza deciderà. Per quanto mi riguarda Conte può prendersi tutto il tempo che vuole per le illustrazioni ma noi intendiamo prenderci tutto il tempo necessario per le domande e sono tantissime».