emergenza europea

Migranti, la lettera di Meloni all'Ue sottoscritta da 22 leader: "Ora una risposta comune"

Valerio Castro

La difesa delle frontiere esterne non è solo l'interesse di una  nazione, è una responsabilità comune dell'Europa. Questo il senso della lettera -  promossa da Italia e Danimarca e sottoscritta da 22 leader europei - all'Ue mentre infiamma la crisi dei migranti a Ceuta, exclave spagnola in Marocco. "Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all'immigrazione clandestina - scrive la premier Giorgia Meloni su 'X' -  Per questo l'Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell'Unione europea, che chiede un'azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l'immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali".

 

  

L'atto dei 22 "è un segnale importante: la linea che l'Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell'Unione non è l'interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell'Europa", ribadisce la premier. 

La lettera - Con la missiva inviata ai vertici Ue sulla crisi migratoria a Ceuta firmata da 22 Paesi europei e promossa da Italia e Danimarca viene chiesta la ''convocazione urgente" di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno per una "valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata". In particolare, si suggerisce che i ministri degli Interni "dovrebbero, in particolare, esaminare un rafforzamento del sostegno di Frontex e valutare l'efficacia della cooperazione dell'Unione europea con il Marocco".

 

Nella missiva si prende "atto che non sono stati registrati movimenti secondari irregolari verso altri Paesi europei" e viene ribadita la "disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell'Unione e al Codice Frontiere Schengen, per tutelare l'ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne, ove necessario". "Il Consiglio europeo - scrivono i 22 leader Ue- ha costantemente ribadito che la protezione delle frontiere esterne dell'Unione, la prevenzione dell'immigrazione irregolare e dei movimenti secondari, nonchè la solidarietà nei confronti degli Stati membri situati in prima linea o sottoposti a particolare pressione, costituiscono responsabilità comuni dell'Unione europea. La situazione attuale richiede unità, determinazione e tempestività".