padri contro figli

M5S, torna Beppe Grillo e asfalta Conte: “La politica vi ha cambiato”

Pietro De Leo

Torna il film «Beppe Grillo contro Giuseppe Conte», duello fra interpreti delle due fasi storiche vissute da quella creatura che da antipolitica si fece iperpolitica, e ben collocata nel Palazzo. Ribellista il comico dei «vaffaday», istituzionale con pochette quella del fu avvocato del popolo. Grillo torna, dunque, e non è un caso, perché si attende l’esito della prima udienza sul contenzioso legale per la titolarità del nome e del simbolo che, prevista per questi giorni, pare sia slittata di qualche mese. E lo fa con un articolo sul suo blog, "beppegrillo.it", in cui muove un rimprovero al Movimento di oggi. «Ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua "diversità"», sottolinea l’Elevato ora ri-atterrato sul ring della pugna. «Osservare la tra formazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco - prosegue - è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio». E ancora: «Il Movimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo. (…) Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse».

 

  

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Ed elenca, Grillo, gli obiettivi storici del Movimento, dal reddito di cittadinanza al limite dei due mandati, le restituzioni di parte del trattamento economico dei parlamentari, democrazia diretta e transizione ecologica. Non nomina mai Conte, ma si capisce che l’obiettivo degli strali è proprio l’ex Presidente del Consiglio e leader attuale. E se il mezzo è il messaggio, la scelta di lanciarlo urbi et orbi dal blog riporta all’ortodossia, a quando da quello spazio web arrivavano svolte e statuizioni definitive. Un Amarcord evidente che però l’estensore vuol trasformare in qualcos'altro di vivo e pulsante. Il bersaglio indiretto della reprimenda, Conte, prova a respingere la sortita, parlando con i giornalisti. All’osservazione centrale del post di Grillo, cioè la perdita d’identità, Conte replica così: «con tutte le nostre battaglie che stiamo facendo, spesso contro tutti? Lui - dice alludendo all’Elevato - aveva detto che Mario Draghi è un grillino, fate un po’ voi».

 

 

E sì, dunque si va con la mente proprio a quei giorni amari, gennaio-febbraio 2021. L’Italia ancora avvolta dall’emergenza Covid, le nostre giornate scandite dai DPCM. La maggioranza del Conte 2 non regge più e avanza, appunto, Mario Draghi. Percepito nel racconto grillino come figura che incarna tutto ciò che è antitetico al loro bagaglio ideologico, da "l’Europa" alla BCE. Grillo però dà l’endorsement, scavando un punto di frattura netto e doloroso con Conte, che lascia Palazzo Chigi. Ora quella storia dal baule dei ricordi torna a sottolineare un’area in subbuglio. Se è vero che la sortita di Grillo non scalda i cuori degli utenti social, che anzi lo criticano, riscuote il plauso di un protagonista di quella storia andata, come Danilo Toninelli, già ministro dei trasporti nell'Esecutivo Conte1. «Il post di Beppe Grillo ricorda una verità semplice: un simbolo vive dei valori che rappresenta», spiega. Il fu capo politico Luigi Di Maio, invece, si smarca: «Le dichiarazioni di Grillo sono legate al fatto che c’è una sentenza che deve arrivare sul simbolo e quindi è normale che una delle due parti utilizzi il tema dei valori fondanti». E, al di là della battaglia legale, c’è un’altra tessera del mosaico a definire una certa inquietudine in quella parte del campo, e dipende da che forma prenderà il progetto associativo di Alessandro Di Battista. A riprova che non sempre il passato si tiene al di là del confine.