CAMPO MINATO AL NAZARENO

Pd, Schlein sotto assedio. E Bettini rilancia la trappola del “garante” della coalizione

Aldo Rosati

È il Carnevale fuori stagione del Nazareno, la festa in cui ogni scherzo vale. Sfila la galleria delle maschere: c’è chi cambia volto, chi fa accordi in segreto con lo sfidante di via di Campo Marzio e chi si finge morto. Tutto pur di allontanare lo spettro dei gazebo, l’incubo che tormenta i capi bastone del Pd. Da giorni sono impegnati in una frenetica caccia alla soluzione che consenta di disinnescare la consultazione ed evitare una resa dei conti destinata a fare un disastro. Così vengono messe in campo figure retoriche esilaranti: dopo il federatore, il garante, ovvero una sorta di spaventapasseri che eserciti il suo ruolo solo durante i comizi elettorali. L’ultima (strampalata) idea porta la firma di Goffredo Bettini, il padre nobile che sussurra a Giuseppe Conte. «Facciamoci rappresentare da una grande personalità intimamente legata al messaggio repubblicano», scrive su Rinascita. Poi il guru specifica la trappola: «Non per destinarla alla scelta del premier». In pratica una guida "spirituale", del tutto ininfluente e da scaricare subito dopo il voto.

 

  

 

In Transatlantico si fa già il nome di Pier Luigi Bersani. Il copione in effetti ricorda il 2013: l’ex ministro restò congelato a un passo da Palazzo Chigi, ma alla fine il governo fu affidato a Enrico Letta. Lei, la vittima di tutte le congiure, non ha intenzione di mollare. La situazione però è quella che è: la segretaria dem è assediata dentro casa sua. Di incontrare il suo avversario (come aveva proposto Dario Franceschini che aveva previsto gli sfracelli in arrivo), non se ne parla neanche più. Ognuno va avanti seguendo la propria tabellina di marcia, basta finzioni. Il camaleonte pentastellato sta spingendo al massimo l’acceleratore, puntando proprio sul tema più divisivo del campo largo: l’Ucraina. Una sfida dichiarata apertamente, che ormai aspetta solo la data per consumare il duello finale: le primarie. La carta che l’avvocato di Volturara Appula sta usando è quella che riguarda la caratteristica saliente dell’elettorato M5S: «Votano a sinistra solo se vedono il mio nome sulla scheda». Come dire se c’è un altro candidato, la somma aritmetica che sognate evapora. Elly Schlein, invece, fa esclusivo affidamento ai suoi nervi di acciaio, è tutto un troncare e sopire. Le correnti scalpitano per trovare una candidatura alternativa, qualunque essa sia.

 

 

È tornata in auge anche Silvia Salis, che il 1 agosto alla Festa dell’Unita’ di Villalunga salirà sul palco con l’inquieto presidente dell’assemblea nazionale dem Stefano Bonaccini. Un appuntamento sospetto che sta facendo allarmare i fedelissimi, che temono altre smagliature. Lo sfidante, intanto, incassa incursioni in casa d’altri: giovedì scorso era a Carrara alla festa della Cgil, il 12 agosto salirà a Sant’Anna di Stazzema per ricordare l’eccidio del 1944. Il percorso è definito: il leader Cinque Stelle è a capo del partito “no al riarmo”; un fronte che si insinua pericolosamente fin dentro al Nazareno. Ci sono poi le convenienze che fanno gola ai capicorrente: se Conte si gioca la casella del governo, noi abbiamo spazio per il Quirinale. Oltre che più sedie nell’esecutivo. Insomma, finché volano i coriandoli ognuno può continuare a indossare la propria maschera. Quando il Carnevale finirà, per il Nazareno potrebbe cominciare la Quaresima.