La manifestazione

FdI in piazza contro la camorra: «La sinistra dalla parte sbagliata»

Denunciare un sistema capillare che soggioga centinaia di migliaia di cittadini onesti. È questo lo scopo della manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia a Castellammare di Stabia, il cui Comune è stato sciolto il 14 luglio per infiltrazioni camorristiche. Lo stesso era accaduto il 4 giugno a Torre Annunziata e Sarno, mentre ad aprile erano stati commissariati Caserta e Pagani. Sullo sfondo anche il caso di Ercolano, dove il segretario cittadino del Pd ha partecipato a una festa con personaggi ritenuti vicini alla criminalità. «Tutto questo – afferma Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in Regione Campania – deve imporre una riflessione».

Ancora più netto il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan: «Parliamo di un'area che equivale a due o tre province del mio Piemonte. Eppure questa emergenza non trova lo spazio che meriterebbe». Secondo il politico di Luserna San Giovanni il problema non riguarda soltanto il consenso, ma anche il corretto svolgimento delle elezioni. «Rastrelli - evidenzia - mi ha riferito che in questi Comuni molte persone disponibili a candidarsi venivano dissuase. Una cosa è la persuasione politica, altra sono metodi incompatibili con la legalità». Rivendica, quindi, l'impegno del governo sul fronte della legalità: «Meloni ha fatto molto. Se i fondi sono arrivati in Campania è grazie al lavoro dell'esecutivo, non delle amministrazioni regionali o comunali coinvolte».

  

Solidarietà viene poi espressa a Galeazzo Bignami, che denuncia «una sinistra capace di organizzare manifestazioni contro le forze dell'ordine». Il capogruppo alla Camera ringrazia, inoltre, gli uomini e le donne impegnati ogni giorno nel controllo del territorio. «Troppo facile accorgersi del problema quando la malattia è conclamata. Gli anticorpi vanno costruiti prima. Meglio perdere un'elezione che vincerla sacrificando la propria credibilità». Nel mirino anche Giuseppe Conte. «Dice che Fratelli d'Italia non può vantare patenti di antimafia né richiamarsi al ricordo di Borsellino. Ma perché il M5S non spiega quando è andato a cercare voti nei Comuni sciolti per mafia? Se fosse passata la proposta della destra, Borsellino sarebbe stato Presidente della Repubblica».

A chiudere la manifestazione è Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, che si rivolge direttamente alla segretaria del Pd: «Perché non vieni a spiegare come mai esponenti del tuo partito sono stati eletti con il sostegno della criminalità? Il tuo sindaco diceva di sapere tutto: mente lui oppure sei connivente?». Attacca anche Sandro Ruotolo, accusandolo di «scandalizzarsi a corrente alternata», senza prendere posizione quando esponenti del Pd «festeggiano insieme ai trafficanti». Un comportamento che, secondo il deputato toscano, conferma come la sinistra «stia sempre dalla parte sbagliata».