elly addormentata
Schlein in soccorso di Lepore continua a negare l’evidenza: “Ha governato lo smarrimento”
Il soccorso rosso scende in campo al fianco di Matteo Lepore. E lo fa attraverso le parole della donna dai tre passaporti. Perché il campo largo di sinistra è afflitto da mille interrogativi, da dubbi amletici, da differenze programmatiche profonde, ma su un punto è coeso ed unito: la centralità assoluta degli stranieri rispetto agli italiani, degli antagonisti nei confronti delle forze dell’ordine, dei malviventi riguardo agli onesti cittadini. E così il segretario del Partito Democratico, Elly Schlein, prende le difese, senza se e senza ma, del primo cittadino emiliano. E si trasforma in una versione progressista della Bella Addormentata. «Io inverto la domanda: sarebbe giusto se le istituzioni e i democratici facessero un passo indietro perché sanno purtroppo che ogni tanto c'è anche chi strumentalizzando un fatto grave e tragico come quello che è accaduto?». Lo ha detto ieri mattina intervenendo alla trasmissione In Onda su La7, a proposito della manifestazione a Bologna successiva alla morte di Abderrahim Fakir. Una prima stoccata, antipasto della difesa d’ufficio del sindaco.
«Lepore ha fatto la scelta di provare a governare uno smarrimento, una frustrazione che ha percepito nella sua comunità a partire proprio dal Pilastro, perché altrimenti quante delle persone accorse spontaneamente e sarebbero finite solo nell’altra piazza perché c'era solo quella? Allora il punto è di nuovo la destra che non può continuare a fare come quando era l’opposizione e scaricare i suoi problemi e i suoi fallimenti sulle opposizioni, I fatti parlano chiaro hanno fatto una serie di decreti sicurezza, hanno fallito sulla sicurezza. È uno dei più gravi fallimenti e soprattutto è odioso che continui a scaricare sui sindaci le proprie responsabilità». Riassumiamo: il sindaco Lepore ha chiamato a raccolta la piazza, ha parlato di ingiustizie (in base a quali dati lo sa, evidentemente, solo lui) e poi, quando la manifestazione degli extracomunitari si è trasformata nell'ennesimo episodio di guerriglia urbana, ha cercato i distinguo. Due giorni fa ha provato a spiegare che la colpa sarebbe stata del governo e che due piazze pressoché attaccate l’una all’altra si sarebbero, come per magia, distanziate di chilometri. Ieri il suo segretario, che Bologna la conosce come le sue tasche, ha cavalcato (scientemente) la leggenda della presunta distanza tra piazza Rosvelet e piazza Nettuno. Dove luoghi che, in realtà, sono molto vicine. Schlein ha difeso Lepore contro ogni logica, con il malcelato obiettivo di puntare il dito contro il governo. L’ex vicepresidente della Regione Emilia Romagna si è persino arrampicata sugli specchi per sostenere che i decreti sicurezza non sarebbero efficaci e che, in buona sostanza, se antagonisti, immigrati e frequentatori assidui di centri sociali occupati illegalmente spaccano la città la colpa è di Giorgia Meloni. Mai una critica, un appunto nei confronti degli immigrati, in particolare modo di quelli islamici.
La sinistra, in tal senso, è coerente su quali siano le sue priorità. È nella lista, gli italiani onesti (ammesso ci siano) non occupano certe le prime posizioni. Sulla medesima linea della Schlein anche Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. «Gli attacchi della destra al sindaco di Bologna Matteo Lepore sono vergognosi e a lui va la mia solidarietà. Convocare una manifestazione per chiedere non vendetta, ma verità e giustizia, insieme alla famiglia di Fakir, è stata una scelta giusta e democratica per rispondere alla paura e al dolore di un’intera comunità. Chi ha provocato gli scontri non ha nulla a che fare con la scelta del sindaco che, infatti, da queste persone è stato contestato».