PARTITO DEMOCRATICO

Ombre di camorra sul Pd campano. Ma Elly non parla...

Aldo Rosati

A cena con il boss, «la scommessa la pago io». Succede a Ercolano, nell’area metropolitana di Napoli: una serata in pizzeria per festeggiare la vittoria elettorale del 26 maggio alle amministrative. A tu per tu il segretario cittadino del Pd Antonello Cozzolino e Natale Suarino, in passato latitante e condannato per associazione camorristica. A un certo punto l’esponente dem, in un breve video pubblicato sui social, si lascia trasportare dall’entusiasmo: «Pagherò la mia scommessa, Natale».


Un pegno d’amore o un impegno preso in campagna elettorale? Lui, Cozzolino, la spiega in un altro modo: «Ho pagato il conto in pizzeria».
La bufera politica che si abbatte sul comune campano in breve tempo costringe la Direzione distrettuale antimafia a intervenire. I pm dovranno comprendere i motivi della presenza di Suarino, indicato nelle informative come vicino al clan Ascione-Papale, a quel tavolo. In controluce le ombre di camorra che si allungano sulla nuova amministrazione targata Pd.

  

Nella città degli scavi, appena due mesi fa, il Nazareno ha ottenuto un risultato travolgente, raggiungendo quasi il 31%, con ben 9 consiglieri eletti. Il dubbio lo espone a chiare lettere il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e capo della coalizione di centrodestra in Campania Gennaro Sangiuliano: «Questo spiega anche certe percentuali elettorali che sono l’evidente frutto di un controllo capillare e asfissiante del territorio». Per l’ex ministro: «La sinistra non può predicare la legalità a Roma e poi consentire questo ‘sistema’ in periferia. Ci aspettiamo risposte da Elly Schlein».


Il Pd se l’è cavata con poco: commissariamento del circolo di Ercolano e reprimenda del segretario regionale Piero De Luca: «Le immagini e le frasi circolate sono incompatibili con i nostri valori». Basta fare pochi chilometri, sempre nell’area metropolitana di Napoli, fino a Castellammare di Stabia e trovare problemi della stessa natura. Per la seconda volta in quattro anni il Comune è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche.

Nella tempesta finiscono due ex amici, l’ex sindaco (eletto nel 2024) Luigi Vicinanza, che dall’Unità passò nell’ufficio centrale di Repubblica, e l’eurodeputato dem Sandro Ruotolo. Il primo cittadino si difende e attacca Roma: «Sono vittima della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein». Gli replica il suo ex collega Ruotolo, eletto due anni fa consigliere comunale: «È il segnale di una crisi più profonda nel rapporto tra politica, consenso e legalità». Lancia l’allarme il senatore di FdI Sergio Rastrelli: «Secondo i dati della Commissione parlamentare Antimafia, oltre il 10% dei comuni della provincia di Napoli è a rischio scioglimento per infiltrazioni».

Aggiunge: «La geografia criminale si sta intrecciando in modo sempre più perverso con quella amministrativa». Lo stesso senatore chiede di far luce su un’altra situazione avvenuta a Portici (anch’esso a guida Pd), dove è stato nominato vicesindaco Ciro Di Martino. Racconta Rastrelli: «È necessario verificare alcune informazioni relative ai rapporti personali intercorrenti tra il neo-vicesindaco e soggetti che, in passato, sono stati coinvolti, anche per legami con clan camorristici». La città costiera attaccata a Napoli è il regno dell’ex senatore dem e sindaco (per quasi 17 anni) Enzo Cuomo, attuale assessore regionale al Patrimonio. Insomma, la bufera imperversa, ma Elly Schlein applica con zelo la dottrina delle tre scimmiette: non vede, non sente e non parla.