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Mascherine, Buonguerrieri (FdI): "Ecco come incastreremo Conte. Abbiamo tante domande da rivolgergli"

Edoardo Sirignano

«Conte dovrebbe dimettersi e farsi udire per poi, se vorrà, rientrare l’istante dopo l’audizione. Lo aspettiamo, abbiamo tante domande da rivolgergli». A dirlo Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Covid. 

I presidenti di Camera e Senato, dopo le segnalazioni de Il Tempo, convocano la Giunta per il Regolamento. Ciò cosa significa?

  

«Significa che l’organo istituzionale preposto valuterà l’incresciosa situazione dell’ex premier Conte, che si è fatto nominare componente di commissione nella consapevolezza che un commissario non può essere audito, creandosi così una sorta di immunità. Stupisce che le opposizioni anziché essere contente critichino tale convocazione, evidentemente temono la verità».

Intanto il Movimento 5 Stelle accusa FdI di gettare fango per coprirne altro. Cosa avreste da nascondere?

«Noi di Fratelli d’Italia, nulla. Loro? La sinistra dimostra ogni giorno grande nervosismo per i fatti gravi che la vedono direttamente coinvolta, per questo tenta di delegittimare i lavori di commissione. Non ci riuscirà».

C’è qualche aspetto rispetto alla gestione della pandemia su cui bisogna ancora far luce?

«Ci sono tanti aspetti su cui è doveroso fare luce, stiamo combattendo contro il tempo perché l’ostruzionismo della sinistra ha fatto iniziare i lavori con due anni di ritardo. Nei mesi che ci restano proseguiremo con le indagini su chiusure, cure e vaccini nonché sulla gestione dei soldi pubblici. Stileremo una relazione che renderemo pubblica e che invieremo anche alle Procure d’Italia per ogni più opportuna valutazione di loro competenza. Mi lasci dire che trovo singolare che le Procure non si stiano attivando direttamente visti i fatti nuovi e gravi che stanno continuamente emergendo. Se poi gli italiani vorranno, proseguiremo il lavoro nella prossima legislatura, c’è tanto da fare».

Quale è la priorità nelle indagini in questo particolare frangente?

«Indagare su come sono stati gestiti i soldi pubblici. Continueremo ad approfondire sul sistema di affari che ruotava attorno alle commesse di mascherine affidate dalla struttura commissariale di Domenico Arcuri. Più imprenditori hanno affermato, sotto giuramento, di essere stati avvicinati dall’avvocato Luca Di Donna, persona vicina a Conte che, spendendo il suo nome, ha chiesto loro, invitandoli anche nello studio Alpa in cui ha lavorato lo stesso ex premier, milioni di euro per risolvere problemi o procacciare affari con lo Stato. Dai loro racconti è emerso che chi ha rifiutato la proposta ha subito ripercussioni».

Spuntano, nel frattempo, le fatture false. Oltre le mascherine potrebbero esserci anche altri strani affari?

«Il tema è emerso dalle indagini della commissione. Si tratta del maxi-appalto più grande della storia con cui sono stati dati 1 miliardo e 251 milioni di soldi degli italiani a consorzi cinesi sconosciuti per mascherine pericolose per la salute, pagate il triplo o il quadruplo del prezzo di mercato».

Il leader del M5S, qualche giorno fa, ha rilasciato un’intervista in cui manifestava come la sua unica preoccupazione fosse la salute dei suoi concittadini. Se il suo governo potrebbe aver fatto anche altro, è stata raccontata l’ennesima bugia?

«Se la sua unica preoccupazione fosse stata quella perché, quando un funzionario delle Dogane ha informato Palazzo Chigi che in Italia stavano entrando mascherine con marchio CE falso inidonee e pericolose per la salute oltre che strapagate, non ha fatto nulla per impedire che ciò avvenisse? È chiaro che certe mascherine non hanno protetto, ma hanno esposto a rischi di contagio gli italiani, in particolare medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine che erano in prima linea a combattere il virus».

Giusto addossare tutte le colpe della mala gestione di quell’emergenza su Arcuri?

«Arcuri è stato nominato da Giuseppe Conte, dunque la responsabilità è politica».

Considerando quanto sta emergendo, gli italiani stanno cambiando idea rispetto a chi ha gestito la pandemia in Italia?

«Occorre chiederlo agli italiani. Nostro dovere è informarli su ciò che è avvenuto in pandemia. È un impegno che stiamo mantenendo».