Guerre stellari
Il Vaffa di Grillo a Giuseppi: il ritorno al Forum e la reunion con 50 ex parlamentari
Tra l’originale e la copia nessuno preferisce la seconda opzione. Tutti vogliono la versione vera, quella autentica. Ecco perché quando torna di moda il “Vaffa” non si può non parlare di Grillo, colui che voleva battere la casta e aprire il sistema come la più banale scatoletta di tonno. Ecco perché Giuseppe Conte, sognando Chigi, ha un solo incubo: il ritorno di Beppe. Non solo perché è l’essenza del Movimento stesso, ma perché è colui che potrebbe sottrargli quel simbolo a 5 Stelle che gli ha consentito di diventare “l’avvocato del popolo”.
Secondo i fedelissimi del comico, a brevissimo, o meglio entro la prima quindicina di luglio, anche se nessuno rivela la data precisa, dovrebbe esserci l’attesa udienza sul logo. Per i legali difficilmente si arriverà a una decisione definitiva, ovvero stabilire a chi appartenga, ma, al contrario, potrebbe esserci un verdetto per quanto riguarda l’utilizzo dello stesso. E qui arrivano i problemi per l’ex premier. Esiste più di una possibilità di arrivare verso un’ “inibizione”, ovvero che nessuno potrà adoperare il simbolo fino a quando non si concluderà il procedimento legale. Non è un caso, infatti, che, negli ultimi mesi, il docente prestato alla politica adoperi sempre “Nova” e non più gli storici astri. Vorrà abituare, sin da subito, il suo seguito? Una cosa è certa, tale possibilità spaventa, e non poco, l’attuale direttivo, mentre rappresenta un’opportunità per quello delle origini. Tra i pentastellati della prima ora, inoltre, circolerebbe un sondaggio, probabilmente commissionato dallo stesso fondatore, che dimostrerebbe come il M5S senza il nome del fondatore perderebbe oltre un punto e peggio ancora se non ci dovesse essere la grafica dell’ascesa. In questo caso, si parla di oltre quattro punti in meno.
Ciò significherebbe, nei fatti, che quel simpatico, un tempo non molto lontano chiamato Elevato, ha ancora un peso. Non sono, d’altronde, mai mancate le chiamate verso la Liguria per invocare il ritorno del padre di un mondo. Lo stesso Grillo non ha mai negato come l’affetto da parte dei suoi non sia «mai venuto meno». Detto ciò, gli ultimi mesi per Beppe non sono stati semplici. Per nessun genitore è facile quando vedi condannare tuo figlio e resti convinto che qualcuno gli abbia potuto trarre un’imboscata. Ciò è un dolore grande, ma certamente non è una ragione per giustificare un impegno politico venuto meno o peggio un passo di lato. Ecco perché gli stessi fedelissimi lo avrebbero spinto a non abbandonare la causa. Motivo per cui, anche negli ultimi dodici mesi, il comico non ha rinunciato a dare consigli o soltanto incoraggiare chi non si è rassegnato dall’idea di un suo ritorno. E quale migliore momento di quello in cui si torna a parlare di antipolitica e soprattutto in cui esiste un particolare dissenso verso la scelta di posizionarsi in una sinistra, mai accettata da chi voleva diversificarsi dai tradizionali schieramenti?
Motivo per cui Grillo, sperando in un fulmine a ciel sereno dai tribunali, torna a Roma e in modo particolare in quella terrazza dell’hotel Forum, dove è nata un’intera classe dirigente. Secondo rumors, tale discesa dovrebbe avvenire già nel pomeriggio di martedì, quando il fondatore dovrebbe sentire via streaming il fronte dei ribelli, ovvero 50 ex parlamentari che non si riconoscerebbero nella linea di Conte. Non si conoscono ancora i nomi, ma si dice che tra questi dotrebbero esserci big del calibro di Nicola Morra, ex presidente dell’Antimafia e Virginia Raggi, ex sindaca della capitale. In particolare emergerebbero due linee. La prima è quella che vorrebbe un ritorno immediato del principale attore del Vaffa. La seconda, invece, prevede un rinnovamento generazionale con Alessandro Di Battista. In questo caso si proverebbe a costruire un movimento di sinistra-sinistra, ispirato a posizioni Pro Pal e filo-putiniane, con padre nobile quel comico che ha ispirato la forza delle origini.