Il ministero dei Trasporti

Militarizzare e liberare le principali stazioni: pugno duro di Salvini per avere più sicurezza

Edoardo Sirignano

Prendere un treno non dovrà più rappresentare un pericolo. È la parola d’ordine dell’esecutivo di Palazzo Chigi. Numeri positivi, in tal senso, arrivano da Piazza Colonna o meglio dalla riunione tra il vicepremier Salvini e i vertici di Ferrovie dello Stato. In un tavolo, tenutosi lo scorso pomeriggio, emergono segnali incoraggianti per quanto riguarda la “sicurezza” nei principali snodi relativi al collegamento su ferro. 

Nel 2026 si registra un importante calo per quanto riguarda i furti in stazione (-46%). Ciò è un aspetto fondamentale, considerando quanto accadeva negli anni precedenti o meglio quanto al governo non c’era la coalizione guidata da Giorgia Meloni. Altro dato da non sottovalutare quello inerente le aggressioni al personale che lavora sui convogli o nei pressi. Queste ultime, secondo la speciale cabina di regia, sarebbero diminuite del 47% rispetto a dodici mesi fa. Fondamentale a tale scopo il ruolo delle 1348 unità di FS Security, strumento voluto dal ministero dei Trasporti per far stare in tranquillo chi è in carrozza, deve attendere al binario o preferisce starsene nei luoghi antecedenti ai tornelli. Detto ciò, l’obiettivo è migliorare ancora tali performance. A confermarlo una nota, diffusa dal partito di via Bellerio, in cui s’evidenzia che il titolare del dicastero che si occupa di trasporti intenda mettersi al lavoro per «militarizzare e liberare le principali stazioni», portando l’organico della nuova società del gruppo Fs a 1700 unità e, soprattutto, aumentando il numero di donne e uomini in divisa a presidio degli scali. Fondamentale è setacciare al meglio tutti i collegamenti ai principali luoghi di partenza e arrivo. «C’è ancora – dichiara Salvini - troppa gentaglia in giro. Serve controllare metro per metro». 

  

La Lega, quindi, continua a lavorare per rafforzare i presidi territoriali. Eugenio Zoffili, capogruppo in commissione Difesa alla Camera, ad esempio, ricorda la recente risoluzione, da lui presentata, in cui viene chiesto di aumentare di 3.200 unità il contingente impiegato nell'operazione “Strade sicure”. «Passare dagli attuali 6.800 a 10.000 soldati – rimarca - consentirà di poter vigilare sempre meglio sui punti sensibili delle nostre città, garantendo ancora più controlli, come chiedono gli italiani». L’obiettivo è trovare tutte quelle sinergie indispensabili per rendere le nostre metropoli "vivibili", tema su cui “Il Tempo” scrive da mesi. Era il 2 dicembre del 2025 quando la nostra testata, attraverso un editoriale del direttore Daniele Capezzone, lanciava l’operazione “salva-Termini”, non una battaglia cattivista o gridata, ma un’inchiesta o meglio un dettagliato lavoro di analisi e ricerca per ridurre la distanza tra certi racconti edulcorati e il degrado che, invece, i cittadini sperimentano nella quotidianità, tra immigrazione illegale e violenza come “regola”.