perché non parlano?

I capigruppo FdI rilanciano l'appello de Il Tempo: Conte, Scarpinato e De Raho siano auditi

Adesioni importanti della politica all'appello de Il Tempo sui casi incresciosi di Giuseppe Conte, Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato, membri delle Commissioni parlamentari che dovrebbero audirli per chiarirne l'operato. Insomma, si può stare in un organo parlamentare per evitare di esserne interrogati? E poi i grillini parlano di "trasparenza"... “Sosteniamo con forza l’appello lanciato questa mattina sul quotidiano Il Tempo dal direttore Daniele Capezzone e auspichiamo che i Presidenti di Camera e Senato facciano quanto in loro potere per sbloccare l’impasse che impedisce di audire Giuseppe Conte, Cafiero de Raho e Roberto Scarpinato le cui testimonianze assumono un ruolo chiave nelle rispettive commissioni Covid (Conte) e Antimafia (De Raho e Scarpinato)", dichiarano i capigruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica, Galeazzo Bignami e Lucio Malan. 

 

  

"È vergognoso e denota la totale mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni che un ex Presidente del Consiglio e due magistrati si avvalgano di una prassi secondo la quale i componenti delle commissioni non possono essere auditi dalle stesse, per nascondere la verità e sottrarsi all’individuazione delle proprie responsabilità - si legge nella nota degli esponenti di FdI - Ci auguriamo che i Presidenti individuino una via percorribile. Di certo è che il M5S, nato per ‘abolire i privilegi dei parlamentari’ e aprire ‘il parlamento come ‘una scatoletta di tonno’, peggio di così non poteva finire”.

Tante le adesioni da parte di esponenti di FdI e del centrodestra. "Accogliamo e condividiamo l'appello lanciato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone", dichiara il senatore di FI, Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia, "chi per anni ha predicato trasparenza, oggi sembra affidarsi a cavilli pur di sottrarsi a un confronto che sarebbe doveroso". E ancora: "Gli italiani hanno il diritto di sapere. Chi non ha nulla da nascondere dovrebbe essere il primo a chiedere di essere ascoltato e a mettere a disposizione delle Commissioni ogni elemento utile, non a trincerarsi dietro procedure che finiscono per impedire i necessari chiarimenti".