Le reazioni
Deliri di Trump: la politica fa quadrato intorno alla premier. Soliti distinguo a sinistra
Il nuovo attacco di Trump dopo il G7 compatta il centrodestra che erge un muro a difesa del presidente del Consiglio, ma riaccende anche quella sinistra priva di argomenti che sfrutta l’occasione per riesumare la solita pantomima del «millantato ponte» tra Roma e Washington.
Il primo, intanto, a telefonare la vittima degli ingiustificati attacchi è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che esprime «solidarietà» alla premier. Le parole del Tycoon, rilasciate alla trasmissione di La7 L’Aria che Tira, per cui la prima inquilina di Palazzo Chigi lo avrebbe «implorato di fare una foto», non convincono le massime cariche dello Stato. Per il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si tratta di frasi “inventate”. «Posso scommettere di mangiare un pollo vivo – ironizza con i giornalisti – piuttosto che credere che Meloni supplichi qualcuno». Dello stesso parere il suo collega di Montecitorio, Lorenzo Fontana, che sottolinea i rischi di tali esternazioni per i «rapporti tra Paesi amici e alleati». Non è un caso che il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, annulli la visita oltreoceano, prevista per il 21 e 22 giugno. L’uscita di Donald, a suo dire, «offende tutta l’Italia».
Una cosa è certa, il centrodestra è più unito che mai. «Chi attacca Giorgia – scrive il leader della Lega, Matteo Salvini – attacca tutti noi». Per il Guardasigilli, Carlo Nordio, «migliaia di croci di ragazzi americani morti per liberarci dalla dittatura nazifascista non meritavano una lesione così dolorosa». Il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, sottolinea, infatti, come «il rispetto in politica estera è sostanza», mentre quello all’Istruzione, Giuseppe Valditara, esorta l’Occidente a non dividersi. Per la titolare del dicastero che si occupa di Riforma, Maria Elisabetta Casellati, siamo di fronte a «una battuta sgangherata e vergognosa». Ancora più duro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che parla di «deliri» da parte di Trump. «Con le sue uscite inopportune – rimarca – è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo». Sono centinaia le note in difesa della politica romana, provenienti da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e anche da qualche pezzo di Pd, come nel caso del dirigente nazionale Goffredo Bettini, che condanna «il disprezzo dimostrato da Trump verso il nostro Paese», o del deputato Filippo Sensi che ritiene le recenti invettive «inqualificabili».
Solo in tarda serata, invece, arriva il commento della segretaria dem, Elly Schlein: «Attacchi inaccettabili, ma la destra apra gli occhi». L’accusa alla maggioranza è di «avere un atteggiamento troppo remissivo». Per Carlo Calenda il Tycoon è un «mentitore seriale, nonché un bullo da operetta». Anche per Matteo Renzi certi atteggiamenti sono «orripilanti». Detto ciò, non rinuncia a sfruttare l’occasione per scagliare una frecciatina verso la prima donna dell’esecutivo: «Finalmente – scrive sui social – se ne è accorta anche la presidente. Buongiorno Giorgia, ben svegliata».
La linea prevalente a sinistra sembra essere quella di utilizzare l’ultima uscita della Casa Bianca per attaccare Chigi. In prima fila il solito Giuseppe Conte. Per il leader del M5S «l’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata». Un nostro alleato, a suo dire, non può permettersi «di parlare in questo modo ai nostri vertici». Per l’avvocato del popolo «Meloni prende schiaffi dopo aver concesso di tutto». Per Angelo Bonelli di Avs addirittura il presidente del Consiglio «non è più in grado di rappresentarci, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all’Italia stessa».