Demagogia grillina
Il sogno di Giuseppi è l'incubo degli italiani. Conte punta a Palazzo Chigi
Giuseppe Conte ha un sogno: ritornare a Palazzo Chigi. Gli italiani hanno un incubo: il ritorno di Conte a Palazzo Chigi. Che, per fortuna, non ci sarà. Infatti, colui che si presentò come «avvocato del popolo» è, invece, «avvocato dei populisti» e se diventasse nuovamente capo del governo porterebbe, con la sua demagogia, il Paese alla deriva. L’altro giorno alla Camera ha detto: «Toccherà a noi rimettere in piedi l’Italia, lo abbiamo già fatto. Sappiamo come si fa». In tre parole tre bugie. Non toccherà a loro, non lo hanno già fatto, non sanno come si fa. Ma, soprattutto, poi, «loro» chi? Perché l’avvocato dei populisti, parlando al plurale, non si stava rivolgendo a Giorgia Meloni ma a Elly Schlein. In pratica, è come se avesse detto: «Guarda, cara Elly, che il candidato del Campo largo alla presidenza del Consiglio non sei tu, sono io». E perché? Beh, qui non basta più Conte e serve l’inarrivabile Alberto Sordi in Il marchese del Grillo quando dice: «Perché io so’ io e voi non siete un cazzo». Vedete, questa è la situazione della reale e pur cinematografica Armata Brancaleone della sinistra italiana che vuole governare l’Italia ma non sa governare nemmeno sé stessa. Il Pd da molto tempo non è più né riformista né riformatore. Il M5s è il partito del reddito di non-cittadinanza fatto con i soldi del vostro lavoro.
E la coppia Fratoianni&Bonelli è pro-Pal nel doppio senso che è a favore del palestinismo e delle palle. Questo, piaccia o no, è il quadro realistico della sinistra italiana. La politica, come la vita, non solo è fatta a scale – e il Conte è sceso dalle scale di Palazzo Chigi per non risalirle più – ma è fatta anche e soprattutto di rapporti di forza, di fermezza, parole date e mantenute, di tradizione, storia e senso del limite che il centrodestra, che sicuramente non è il migliore dei mondi possibili, garantisce meglio in tanti e non secondari aspetti della vita nazionale e internazionale: gli esteri, le tasse, l’immigrazione. Il ceto medio italiano, che sicuramente non se la passa bene, queste cose le sa a pelle e sa ancora meglio che se tra un anno vincessero i demagoghi della patrimoniale e del patriarcato starebbe peggio, molto peggio."