giù le tasse al ceto medio

Meloni affonda la sinistra della patrimoniale: "Non siamo la Repubblica delle banane"

Gianni Di Capua

Tassare i patrimoni? Non siamo la Repubblica delle banane. La premier Giorgia Meloni affonda il solito ritornello da campagna elettorale della sinistra. “In questi anni abbiamo lavorato molto anche per rafforzare il potere d’acquisto degli italiani. Abbiamo agito su più fronti, il primo dei quali è stato il taglio delle tasse sul costo del lavoro. Siamo partiti ovviamente dai redditi più bassi, via via abbiamo allargato il raggio d’azione, non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più, particolarmente per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio perché il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo governo. Per intenderci, altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo, un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrificio”, ha detto la premier parlando all’Auditorium della Conciliazione.

 

  

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La questione della patrimoniale di recente è tornata al centro del dibattito politico, spinta dalle forze di opposizione. La premier, già in passato, aveva espresso la sua contrarietà verso questo tipo di misure definendole “ricette tardo-comuniste che non passeranno in ogni caso fin quando governiamo noi”.  Il governo si è mosso per contrastare il “fenomeno odioso delle attività ‘apri e chiudi’, ovvero quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse, poi chiudendo e riaprendo sotto un altro nome”, ha detto ancora la presidente del Consiglio.

“Finora ne abbiamo chiuse d’ufficio 24mila, un risultato importante per lo Stato, ma certamente più importante per gli imprenditori onesti di questa nazione che pagano le tasse e non meritano di subire la concorrenza sleale di chi magari dopo essere entrato illegalmente in Italia, si mette pure a farci concorrenza sleale. Non si può fare perché il messaggio che vogliamo lanciare a tutti è che questa non è la Repubblica delle banane. Qui si rispettano le regole“, ha aggiunto.