Le elezioni

Comunali, oggi il verdetto: fari su Venezia e Reggio. Affluenza in leggero calo

Edoardo Sirignano

È arrivato il giorno delle amministrative. Seggi aperti in 895 Comuni di cui 121 al di sopra dei 15 mila abitanti e 773 pari o inferiori a questa soglia. Oltre 6,6 milioni gli aventi diritto al voto. Detto ciò, fino a ora, soltanto il 34,5% del campione (considerando il dato delle 19,00 di ieri) si è recato alle urne. A far discutere, quindi, è la solita affluenza, due punti percentuali e mezzo in meno rispetto alla media. Seppure i seggi resteranno aperti fino alle 15,00, in tal senso, non dovrebbero esserci sorprese. Queste ultime, invece, arriveranno dallo spoglio (previsto subito dopo la chiusura dei seggi), in particolare per quanto concerne i 18 capoluoghi (uno di Regione e 17 di Provincia) chiamati a rinnovare il proprio Consiglio comunale. Il centrosinistra dovrà riconfermarne 6, il centrodestra 5 e il centro 1. Due le realtà amministrate da profili civici, mentre 4 da un commissario.

 
Fari accesi su Venezia, dove i conservatori devono difendere l’eredità di Brugnaro. In corsa il suo assessore Simone Venturini che sfida il senatore dem Andrea Martella. Per quanto riguarda la parte settentrionale dello stivale, attenzione a Mantova. Dopo il decennio Palazzi, cinque, tutti uomini, tentano di prenderne l’eredità. A Lecco, il fedelissimo di Elly, Mauro Gattinoni, prova il bis, se ovviamente Filippo Boscagli, capogruppo di Fdi, glielo consente. La Lega, in Lombardia, tenta il tutto per tutto su Vigevano, comune più popoloso della regione. L'assessore uscente Roberto Ghia, sostenuto da Noi Moderati e meloniani, sfida il forzista Paolo Previde Massara, la sinistra, i vanacciani di Sevilla e Massimo Lovati, per gli appassionati di Garlasco, l’avvocato di Andrea Sempio. In Toscana, la competizione per eccellenza è quella di Pistoia. La facente funzioni Celesti prova a fermare ogni compagno possibile per difendere l’operato di Tomasi. La destra tenta di mantenere pure Arezzo con l’assessore Marcello Comanducci che affronta ben cinque contendenti. Giochi apertissimi a Prato dopo le dimissioni della sindaca dem, Ilaria Bugetti, a causa di un’inchiesta giudiziaria. 

  

Nel Sud i centri da tenere sott’occhio sono certamente Salerno e Reggio Calabria. L’ex governatore della Campania, nel primo caso, proverà a riprendersi la municipalità in cui è stato eletto, per la prima volta, nel 1993. Per farlo non dovrà sfidare solo il docente e fedelissimo di Cirielli, Gherardo Maria Marenghi, ma soprattutto il Pd del figlio Piero, il M5S e Avs. Il campo largo deve tenere anche nella città del Ponte. Qui le 12 liste del coordinatore regionale azzurro, Francesco Cannizzaro, cercano di espugnare il maniero rosso di Falcomatà, recentemente eletto al Consiglio regionale. La coalizione di governo prova a difendere Crotone, dove si ricandida l’uscente Vincenzo Voce. Nell’entroterra appenninico, ad Avellino, è corsa a tre tra l’ex sindaco Gianluca Festa, quello uscente Laura Nargi e l’avvocato Nello Pizza, passato alle cronache per aver riunito, sullo stesso palco, Fratoianni e Mastella. Per quanto riguarda la Sicilia, attenzione su Agrigento, Enna e Messina, dove Federico Basile, uomo di Sud chiama Nord, partito di Cateno De Luca, tenta di continuare quanto intrapreso nell’ultimo quinquennio. 

Nel Lazio, infine, sono 37 i Comuni al voto di cui 9 al di sopra dei 15 mila abitanti. Nella provincia romana, tra le contese più accese c’è Albano Laziale. È corsa a quattro dopo la sfiducia dell’ex sindaco Borelli. Tris di candidature ad Anguillara Sabazia, così come ad Ariccia, dove il campo largo è diviso in due. Compatti i progressisti a Colleferro per difendere il feudo di Pierluigi Sanna, profilo indicato da Gualtieri a capo dell’ex Provincia. A Genzano di Roma, invece, è penta-partita, mentre a Santa Marinella si tocca addirittura quota sei candidati. Stessa sfida di cinque anni fa in quel di Zagarolo, dove l’uscente Panzironi torna ad affrontare Bonini, oltre al civico Luciani. A Latina massima attenzione su Fondi, mentre a Viterbo riflettori puntati su Civita Castelana. Turno unico nel Lazio per 28 piccole municipalità, di cui 10 nella sola provincia della capitale.