Paura a sinistra
Emilia-Romagna, la sinistra fa saltare la seduta chiesta da FdI per discutere strage di Modena
Salta in Regione Emilia-Romagna l'audizione chiesta da Fratelli d'Italia per fare luce sul caso di Salim El Koudri, il 31enne che sabato scorso ha seminato il terrore a Modena investendo otto persone dopo aver lanciato l'auto a tutta velocità sulla folla. Il gruppo Fdi, in seguito alla tentata strage, aveva chiesto un'udienza in commissione col sindaco di Ravarino, il direttore dell'Ausl di Modena, il responsabile del centro di salute mentale dell'Unione del Sorbara, l'imam dell'Associazione islamica di Ravarino e i rappresentanti dei servizi sociali. L'obiettivo, spiega Fdi, "era analizzare a livello generale le eventuali falle del sistema di monitoraggio dei soggetti fragili
o potenzialmente pericolosi, nonché conoscere la situazione complessiva ambientale del Comune di Ravarino che in passato ha vissuto anche atti intimidatori legate alla nuova moschea". La richiesta di audizione non è stata però accolta. "Di fronte a un attentato che ha sconvolto la comunità di Modena e sollevato enormi interrogativi sulla sicurezza pubblica, la risposta della Regione Emilia-Romagna è un muro di gomma", denunciano i consiglieri regionali Fdi Ferdinando Pulitanó, Annalisa Arletti e Marta Evangelisti. "Non accogliere la richiesta di audizione delle istituzioni coinvolte per fare luce sulla catena di controllo e sulla presa in carico socio-assistenziale del soggetto coinvolto è un atteggiamento inaccettabile e irresponsabile e sicuramente finalizzato a non approfondire temi centrali quali la sanità ed integrazione". L'italo-marocchino El Koudri nel 2022, e per due anni, è stato in cura presso il centro di salute mentale, per poi abbandonare la terapia.
Gli esponenti Fdi assicurano: "Non stiamo parlando di interferire con il lavoro della magistratura, che farà il proprio corso per accertare le responsabilità penali. Parliamo del dovere politico e amministrativo di capire se i protocolli di comunicazione interistituzionale tra Comuni, Ausl e servizi territoriali abbiano funzionato. La Regione ha l'obbligo di farsi parte diligente, di monitorare la tenuta del sistema socio-sanitario e di dare risposte trasparenti a una comunità che oggi ha paura". Sempre secondo i consiglieri Fdi la Regione guidata da De Pascale, "che a caldo ha dichiarato che fosse necessario far luce su questo evento, dà la triste impressione che si voglia prioritariamente tutelare il sistema politico regionale anziché la sicurezza dei cittadini. Se la maggioranza pensa di poter insabbiare il dibattito o congelarlo in attesa che cali il silenzio mediatico, si sbaglia di grosso. Non faremo un solo passo indietro: utilizzeremo subito tutti gli strumenti ispettivi a nostra disposizione per pretendere quella trasparenza che oggi
la Regione ha deciso di negare".