Scuola americana di imposte
Schlein e Fratoianni a lezione di patrimoniale dal loro idolo Sanders
Robin Hood e Little John van per la foresta. Ed ognun con l’altro scherza come vuol». È il sogno dei riferimenti nazionali della sinistra nazionale che, come gli eroi raccontati Alexandre Dumas, conosciuti dalle nuove generazioni per il noto cartone della Walt Disney, vorrebbero canticchiare come i loro idoli e prendere ai ricchi per dare ai poveri. In tal caso i novelli paladini della giustizia, però, non vanno nella foresta di Sherwood, ma da Bernie Sanders, l’84 enne senatore americano che professa di sconfiggere le disuguaglianze tassando chiunque sia riuscito ad accumulare un capitale.
Elly Schlein, segretaria del Pd e Nicola Fratoianni, uno dei due leader di Alleanza Verdi e Sinistra, nel pomeriggio di domani, precisamente alle ore 18,30, nella suggestiva location del Lingotto di Torino, incontreranno l’anima più radicale del partito democratico americano. La scusa è la presentazione del pamphlet «Contro l’oligarchia». Nei fatti, sarà una vera e propria lezione di patrimoniale. Il confronto, riferiscono dal salone del libro, non avrà nulla a che vedere con il recente summit tra la prima inquilina del Nazareno e Barack Obama, tenutosi qualche giorno fa in Canada, ma avrà un «tono molto meno moderato». Sarà presentata una sorta di «controproposta dal basso» che ha come priorità «ridare forza ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali contro lo strapotere dei grandi investitori» che, a queste latitudini, non sono fondi ultra-milionari o proprietari di squadre di calcio, ma semplicemente persone che vivono al di sopra della media. Un’intervista, rilasciata dal politico Usa ai taccuini di Repubblica, d’altronde, descrive più di mille parole la novella rivoluzione che tanto somiglia a quella intrapresa nel dopoguerra nella fredda Urss.
Detto ciò, i rossi italiani sono maestri nel sapersi vendere il vecchio per nuovo e, quindi, pur volendo riciclare qualcosa di già noto, s’ispirano a una bella e carismatica aspirante presidente. Per i non esperti di politica a stelle e strisce parliamo di Alexandra Ocasio-Cortez, la donna più giovane eletta alla carica di parlamentare nella storia americana, il cui profilo sarà approfondito durante la presentazione. La fedelissima di Zohran Mamdani (il socialista neosindaco di New York) ispirandosi al maestro Senders, da mesi, parla di cooperazione internazionale per combattere il lusso. Peccato che il nostro Paese, a differenza della Silicon Valley, non abbonda di moderni “paperoni della tecnologia”, bensì di storie di successo e tradizioni di famiglia di chi, rimboccandosi le maniche, è riuscito a realizzare il sogno di una vita.
Ma ciò non interessa ai nostrani progressisti che, pur di tornare a Piazza Colonna, sono pronti a tutto, anche a rilanciare una più che discutibile proposta della Cgil. L’idea del sindacato guidato da Maurizio Landini, colui che dovrebbe portare alla segretaria i voti utili a vincere le primarie, è un’imposta ordinaria unica dell’1,3% sull’1% più ricco. Un gettito che, a suo parere, finanzierebbe welfare, ambiente, edilizia popolare e chi ne ha più ne metta. Tutte cose importanti, ma non certamente a discapito di chi ha commesso come unico oltraggio “lavorare in modo onesto”. Aspetto che non interessa più di tanto al compagno Fratoianni che, al fine di arrivare al dicastero preferito, vorrebbe mobilitarsi, sin dal primo istante, per la pressione fiscale agli agiati. Non a caso sarà proprio Nicolone da Pisa, nel tour italiano di Sanders, a consegnargli una maglietta con la scritta «Tax the rich». Quale migliore momento, d’altronde, di quello in cui il tycoon (primo nemico dell’84 enne senatore) vola in Cina per accusare la destra meloniana di aver dimenticato gli ultimi e di essersi sganciata, solo all’ultimo istante, dal cattivissimo Trump. Per i marxisti 4.0 basta solo pronunciare l’attuale primo inquilino della Casa Bianca per finire nella "lista nera" di chi vuole mandare all’aria il Paese.