premier time
Avanti su lavoro, casa e nucleare: Meloni traccia la rotta
"Il governo non ha aumentato le tasse. il governo ha diminuito le tasse". È un dei passaggi centrali dell'intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il premier time al Senato, segnato da un lungo confronto con le opposizioni sui temi economici, energetici e sociali. La premier ha rivendicato la linea dell'esecutivo sul lavoro e sul fisco, sostenendo che l'aumento della pressione fiscale sia legato alla crescita dell'occupazione e al recupero dell'evasione: "Se aumentano gli occupati stabili di 1,2 milioni, aumentano anche le entrate dello Stato". Meloni ha citato il taglio del cuneo fiscale, la riduzione dell'Irpef e gli incentivi alle imprese come pilastri della strategia economica del governo. Nel botta e risposta con le opposizioni, la presidente del Consiglio ha difeso anche l'azione sui salari: "I salari hanno ripreso gradualmente a crescere più dell'inflazione", ha detto, rivendicando il rinnovo dei contratti pubblici e gli interventi per aumentare il netto in busta paga. Sul salario minimo, Meloni ha ribadito la scelta di puntare sulla contrattazione collettiva piuttosto che su una soglia legale. Ampio spazio anche all'energia: la premier ha annunciato che "entro l'estate sarà approvata la legge delega" per il ritorno del nucleare in Italia, insieme ai decreti attuativi necessari a definire il quadro normativo. Sul fronte delle rinnovabili, Meloni ha sostenuto che le misure del governo "ora funzionano", spiegando che le richieste hanno superato le risorse disponibili proprio grazie alle modifiche introdotte dall'esecutivo.
Nel corso del premier time, Meloni ha inoltre rilanciato il piano casa presentato con il ministro Matteo Salvini: "La casa non è un lusso, ma un bene fondamentale", ha affermato, spiegando che il progetto punta a mobilitare fino a 10 miliardi di euro per oltre 100mila alloggi in dieci anni, tra recupero di case popolari e abitazioni a prezzi calmierati. La presidente del Consiglio ha poi rivendicato la strategia per il Mezzogiorno: "Il Sud non è un problema da risolvere, ma un'opportunità da cogliere". Citando la ZES unica, Meloni ha parlato di oltre 1.300 investimenti autorizzati per circa 55 miliardi di euro e di una crescita dell'occupazione nel Mezzogiorno superiore alla media nazionale. Non sono mancati gli attacchi alle opposizioni e ai governi precedenti, in particolare sul Superbonus: "Sono stati bruciati 174 miliardi di euro", ha detto la premier, accusando chi l'ha introdotto di aver "ipotecato i cinque anni successivi". Infine, il passaggio politico sul rapporto con le opposizioni: "Le porte del governo saranno sempre aperte per chi vuole confrontarsi nel merito", ha assicurato Meloni, pur denunciando "troppa polemica" e rivendicando la "serietà" dell'azione dell'esecutivo.