La premier
Nuova postura atlantica, appello di Meloni alla Nato: «Attenzione al fianco Sud»
L’incertezza non è più un’eccezione. Sta diventando la nuova normalità. Motivo per cui, secondo la premier Giorgia Meloni, occorre «un approccio a 360 gradi, capace di leggere le minacce nella loro interconnessione e anticiparle». È questa la sfida per cui l’Italia intende adoperarsi sin da subito. A ribadirlo il presidente del Consiglio, nel corso di un videomessaggio inviato ai lavori del Seminario del Gruppo speciale Mediterraneo e Medio Oriente (Gsm) dell’Assemblea parlamentare dell’Alleanza atlantica, allargata alla sottocommissione per i partenariati.
Il nostro Paese, infatti, ha «sempre sostenuto l’importanza del fianco sud della Nato, non per convenienza geografica, ma per convinzione strategica». Fino a questo momento, secondo la prima inquilina di Palazzo Chigi, sicurezza cooperativa e partenariati, pur rivelandosi utili canali di dialogo politico con i partner, strumenti di “capacity building” e presidi della stabilità, hanno svolto «un ruolo residuale». Insomma un contributo prezioso, ma concepito per scenari diversi da quello attuale.
Il contesto odierno, invece, «chiede di andare oltre». In un’epoca in cui instabilità esterna e minacce alla sicurezza sono sempre più interconnesse, investire in tal senso con i vicini del Sud, dunque, «non è diplomazia preventiva», ma significa «garantire la nostra difesa». Ecco perché quest’esecutivo non solo intende seguire con attenzione l’evoluzione degli scenari nell’area, ma intende lavorare immediatamente per sostenere ogni iniziativa utile a riportare “stabilità”.
«Sicurezza energetica e resilienza delle infrastrutture critiche sono tra le priorità più urgenti», ricorda la leader romana. «Ho voluto seguire questo dossier personalmente – evidenzia - con missioni in Nord Africa, Golfo ed Asia centrale per rafforzare relazioni strategiche, diversificare le fonti di approvvigionamento e garantire solidità alle catene di fornitura».
Il rafforzamento dei legami euroatlantici con i partner del fianco meridionale del pianeta s’inserisce proprio in quella logica che prevede la costruzione di architetture di cooperazione pragmatiche, fondate su interessi convergenti: sicurezza regionale, transizione energetica e appunto resilienza condivisa. «L’Italia – chiarisce Meloni – in tal senso continuerà a fare la propria parte, come ha sempre fatto finora, per garantire che il fianco Sud riceva nell’agenda lo spazio strategico che merita perché è su questa base che siamo convinti si possa costruire una partnership duratura di cui l’Alleanza ha bisogno». Chiarisce, quindi, come il Gruppo speciale Mediterraneo e Medio Oriente non solo sia un forum consultivo, ma lo spazio in cui si costruisce quella cultura che rende possibile l’azione comune. In tal senso anche le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Ognuno di noi – ribadisce - ha il compito di contribuire a una nuova Nato, cardine imprescindibile per la nostra capacità di difesa e deterrenza, chiamata oggi non solo a reagire alle crisi, ma anche ad anticiparle».