Licenziamenti al ministero

Fibrillazioni alla Cultura: Giuli azzera il suo staff

Edoardo Sirignano

Fibrillazioni al ministero della Cultura. Alessandro Giuli licenzia alcuni componenti del suo staff. Sarebbero già partiti i decreti di revoca per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro e per Emanuele Merlino, responsabile di quella tecnica. Nel primo caso, la decisione sarebbe stata presa in seguito all’assenza della dottoressa alla missione di New York, ovvero quella con cui è stato riportato in Italia l’Ecce Homo di Antonello da Messina. Il titolare del dicastero, considerando l’importanza del viaggio, avrebbe voluto che prendesse parte al viaggio. Motivo per cui avrebbe fatto acquistare più di un biglietto. Al giorno della partenza, però, la collaboratrice non si sarebbe presentata, dicendo di essere “malata” e provocando più di un semplice malumore tra chi doveva prendere il volo. Da fine marzo, dunque, si respirerebbe più di un semplice clima di tensione con la professionista che, a dire di chi conosce quelle stanze, dai primi di aprile non apparirebbe in eventi pubblici col datore di lavoro. Qualche malpensante dice che i rapporti non sarebbero stati ottimali addirittura prima della spedizione americana. Insomma, una sorpresa prevedibile per chi conosceva certi ambienti. 

Discorso diverso, invece, è la posizione di Merlino. Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, tale provvedimento sarebbe dovuto al caso Regeni. Per chi non conosce la vicenda, il documentario sull’attivista trovato morto in Egitto è stato al centro di un acceso dibattito politico, con forti critiche della minoranza, per la mancata assegnazione dei fondi pubblici richiesti dal regista Simone Manetti. Lo stesso Giuli, nel corso di una cerimonia al Quirinale, considerando la qualità del lavoro effettuato, l’aveva definita «inaccettabile», tant’è che egli stesso, il giorno dopo la dichiarazione al Colle, parlò di «un altro canale di sostegno» per supportare qualcosa di «unico». Detto ciò, a decidere rispetto alle risorse da destinare per i vari progetti non è certamente il responsabile della segreteria tecnica, ma una commissione di esperti che, grazie alle proprie competenze, stabilisce le opere che meritano di essere valorizzate. Ecco perché voci del ministero avrebbero riferito a "Il Tempo" come la correlazione tra le due vicende non deve essere data per scontata, come tutti dicono. Non da escludere che dietro a tale revoca, invece, ci siano le fughe di notizie e gli spifferi poco graditi, di cui si parla da mesi, che partirebbero direttamente da via del Collegio Romano e arriverebbero a Piazza Colonna.  Un’ipotesi che, però, a detta di chi frequenta quelle stanze, non rispecchierebbe un profilo che si è sempre contraddistinto per l’assoluta riservatezza e professionalità. A prescindere dal noto rapporto di stima col sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, evidenziato subito dal Corsera, parliamo di chi trascorreva ore e ore in ufficio e certamente non aveva né il tempo, né la postura, per dedicarsi a pettegolezzi.

  

A spegnere subito ogni polemica, intanto, è il ministro Francesco Lollobrigida, capodelegazione di Fratelli d’Italia al governo. «Giuli - spiega - ha ritenuto, come è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria. Non è né la prima volta che accade in questo come nei Governi che ci hanno preceduto. Il Gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal Ministro, a un rapporto di totale sintonia». È sicuro, quindi, che saranno individuati validi sostituti, pur esprimendo stima e apprezzamento per il lavoro svolto da Merlino e Proietti, «la cui esperienza e capacità è indiscussa», e non escludendo il loro utilizzo in altri ambiti istituzionali.