Il provvedimento

Dl sicurezza, approvata la fiducia. Venerdì il decreto bis sui rimpatri

Edoardo Sirignano

]La maggioranza tira dritto. Non basta la pioggia degli ordini del giorno e l’ostruzionismo della sinistra a fermare l’esecutivo. L’aula della Camera, nel pomeriggio di ieri, come previsto, approva la fiducia posta dal Governo al decreto Sicurezza con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti. Passa così anche a Montecitorio il testo che aveva già ricevuto l’ok di Palazzo Madama e in scadenza il 25 aprile. 

Venerdì, come riportano fonti di governo, invece, si dovrebbe tenere la riunione del Consiglio dei Ministri a Montecitorio per il correttivo della parte relativa agli incentivi per gli avvocati che convincono i migranti ad accettare i rimpatri volontari. Anche nell’ultimo confronto tra le parti, infatti, motivo dello scontro è soprattutto il compenso di 615 euro destinato ai legali che si occupano delle procedure. Diverse le critiche sollevate all’articolo 30 bis, sia per quanto riguarda le possibili interferenze con l’indipendenza della difesa, sia per quanto concerne i tempi per il riconoscimento della procedura. A seguito dell’incontro svoltosi al Quirinale, l’obiettivo di Palazzo Chigi è rivederlo, ricevendo i rilievi tecnici provenienti dal Colle e dai legali, senza stravolgere il tutto. La soluzione sarebbe allargare la platea dei beneficiari e togliere il vincolo per il quale il rimborso avvenga solo nel momento in cui lo straniero è rientrato nel paese d’origine. 

  

Restano intatte, invece, tutte le altre novità, a partire da tutte le misure tese a fermare la violenza tra le nuove generazioni. Non solo è previsto il divieto di vendita di armi ai minori e aumentano le responsabilità per i genitori, ma diventano più severe le pene per il porto ingiustificato di coltelli (chi porta fuori dalla propria abitazione lame superiori agli 8 cm o lame pieghevoli pari o superiori ai 5 cm, o “a farfalla”, senza giustificato motivo, rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni). Norme più stringenti anche per le manifestazioni di piazza. Divieto di accesso ai violenti, fermo preventivo di 12 ore per chi pone in essere condotte di “concreto pericolo” e multe fino a 12 mila euro per gli eventi non autorizzati. Attenzione alle aree urbane a rischio e previste nuove assunzioni per le forze dell’ordine. Nonostante ciò la leader del Pd, Elly Schlein, continua a parlare di «fallimento» e di «pasticcio istituzionale» da parte della maggioranza. Ancora più duro Giuseppe Conte che accusa chi guida il Paese di «aver smarrito la sveglia dopo il referendum».