L'intervista

Ostellari (Lega): «Decreto sicurezza? Sinistra contro l’Italia. Fascismo rosso a Milano»

Edoardo Sirignano

«Il Senato approva il Decreto Sicurezza. Una buona notizia per l’Italia. L’obiettivo è chiudere entro la prossima settimana la partita alla Camera. Ci scontriamo con il solito ostruzionismo della sinistra che non sa difendere i nostri cittadini esposti a criminali, spacciatori e soggetti pericolosi». A evidenziarlo Andrea Ostellari, senatore della Lega e sottosegretario alla Giustizia. 

Andrà in porto finalmente quel provvedimento che permetterà ai nostri connazionali di sentirsi più tranquilli in tutti i luoghi pubblici?

  

«Ce la faremo, seppure stiamo registrando un’opposizione ideologica senza precedenti. La minoranza, purtroppo, non si rende conto che in questo modo non si fa un dispetto alla maggioranza, ma a famiglie, anziani, bambini e forze dell’ordine. Il nostro obiettivo è solo avere un’Italia più sicura e rispettosa delle regole».

Siete pronti a rivedere qualcosa?

«Già abbiamo fatto quanto dovevamo, specificando alcuni temi e introducendo nuovi strumenti. Siamo intervenuti sulle lame e sui coltelli, effettuando un chiarimento sul “giustificato motivo”. Saranno esclusi dalle nuove norme chi li utilizza per lavoro, caccia, artigianato e raccolta dei funghi. Abbiamo, inoltre, inserito un aggravamento per la pena dei furti in abitazione, così come abbiamo specificato che lo spaccio, anche di lieve entità, è da combattere. Previste, poi, una serie di misure per limitare la violenza dei maranza e delle baby gang, nonché uno strumento che favorisce i rimpatri volontari assistiti e le espulsioni dei detenuti stranieri in tempi certi». 

La sinistra, nel frattempo, boccia l’evento della Lega a Milano, anzi vorrebbe addirittura vietarlo…

«Parliamo di un evento pacifico, in cui esprimiamo una nostra visione di Paese e di Europa. Non c’è nulla di cui avere paura. Ecco perché se qualcuno ci impedisce di parlare siamo di fronte a una sorta di “fascismo rosso”, per cui se la pensi diversamente non puoi dire la tua. Per fortuna, abbiamo un approccio diverso».

Si riferisce a qualcosa in particolare? 

«Non siamo noi quelli che si sono trovati a condividere la piazza con estremisti islamici, antagonisti e violenti. Mi sarei aspettato, al contrario, che chi si proclama forza del popolo fosse scesa in strada, insieme a noi. Qui si fa l’interesse di chi rinuncia a prendere l’auto perché la benzina costa troppo, di chi lascia il carrello semivuoto perché spaventato dall’inflazione. La nostra priorità è solo far sentire all’Europa la voce di chi fa fatica ad arrivare a fine mese».

Cosa significa alzare la voce, in questo particolare frangente?
«Se non si dà un messaggio forte in tal senso, si va davvero verso quel lockdown predicato dai gufi progressisti. I patrioti, al contrario, intendono portare avanti una battaglia seria, basata sul superamento di quel patto di stabilità che, come una zavorra, rischia di bloccare economia e sviluppo. Sono certo, quindi, che a Milano, non ci saranno solo le destre».

Tra gli ospiti discussi soprattutto Orban…

«C’è l’ex premier magiaro, così come ci sono tanti altri leader. Noi siamo quelli che non vietano la parola a nessuno».